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Fellegara, Vittorio
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È nato a Milano nel 1927. Ha studiato con Luciano Chailly e si è diplomato in composizione nel 1951 al Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano dopo aver seguito i corsi universitari di matematica e fisica. Ha frequentato dal 1955 al 1956 i “Ferienkurse für neue Musik” di Darmstadt. Segretario dell’Accademia Filarmonica Romana dal 1956 al 1959 e della Società Italiana di Musica Contemporanea (SIMC) dal 1960, è stato premiato per il Requiem di Madrid al 1° Concorso internazionale di composizione della SIMC ed è stato presente ai maggiori Festival di musica contemporanea in tutto il mondo.

Ha svolto attività didattica al Conservatorio di Musica “Niccolò Paganini” di Genova: dal 1960 insegna Armonia, Contrappunto, Fuga e Composizione all’Istituto Musicale Pareggiato “G. Donizetti” di Bergamo. E’ direttore artistico della rassegna “Incontri europei con la musica” che si svolge annualmente in questa città dal 1982. Partito negli anni ’50 da una visione costruttiva volta a fondere il polifonismo hindemithiano con la dodecafonia (Concerto per orchestra, 1952; Ottetto, 1953, pezzi pianistici) e non priva di suggestioni sonore petrassiane (Concerto breve per orchestra da camera, 1956; Sinfonia, 1957), si è poi orientato verso un linguaggio improntato al cromatismo integrale dell’avanguardia, trattando tematiche d’impegno civile (il già menzionato Requiem di Madrid per coro e orchestra, 1958; Dies Irae per coro e strumenti, 1959, entrambi su testi di F.G. Lorca; Mutazioni, balletto in 6 quadri da un’idea di Nanni Balestrini, 1962, commissionato dal Teatro alla Scala di Milano e rappresentato in successive stagioni) non disgiunte da una costante dimensione lirica. Ha in seguito adottato un più intimo e raccolto lirismo in lavori come Epitapheper due voci e strumenti, 1964, e Chanson per soprano e orchestra, 1974, entrambi su testi di P. Eluard, Cantata per due soprani e orchestra (G. Leopardi, 1966, commissione del Südwestfunk di Baden Baden), Madrigale per quintetto vocale e strumenti (Anonimo medioevale tedesco, 1968), Notturno per coro maschile e orchestra (P. Verlaine, 1971) e Zwei Lieder per coro femminile e orchestra (Nelly Sachs, 1974), evidenziando in altre composizioni un alleggerimento della trama sonora e il gusto per un ordito raffinato e prezioso (Omaggio a Bach per pianoforte, 1975, commissione del Festival internazionale Brescia-Bergamo, Premio Stockhausen; Studi per orchestra, 1978; Trauermusik per archi, 1981; Metamorfosiper pianoforte a 4 mani, 1989 anche nell’ambito di strutture polifoniche assai complesse (Shakespearian Sonnet per coro misto a 16 voci, 1985). Più recentemente il suo interesse si è rivolto alle forme strumentali da camera, in una fase che tende al recupero di elementi della tradizione (Wiegenlied per clarinetto e pianoforte, 1981;Wintermusic per trio con pianoforte, 1983; Herbstmusik – Omaggio a Mahler per quartetto d’archi, 1986; Primo Vere per quintetto con pianoforte, 1988; Stille Nachtper organo e 9 strumenti a fiato, 1990; Nuit d’été per quintetto con pianoforte, 1994) e all’impiego di strumenti mai adottati in precedenza (Eisblumen per chitarra, 1985;Winterzeit per quattro chitarre, 1992; Elégie – Omaggio a Fauré per chitarra e quartetto d’archi, 1994; Nocturnal Landscape per 4 sassofoni, 1998). Alcuni di questi lavori figurano anche in versioni per differenti complessi orchestrali.
E’ morto nel luglio 2011 nella sua casa di Milano.

 

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È nato a Milano nel 1927. Ha studiato con Luciano Chailly e si è diplomato in composizione nel 1951 al Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano dopo aver seguito i corsi universitari di matematica e fisica. Ha frequentato dal 1955 al 1956 i “Ferienkurse für neue Musik” di Darmstadt. Segretario dell’Accademia Filarmonica Romana dal 1956 al 1959 e della Società Italiana di Musica Contemporanea (SIMC) dal 1960, è stato premiato per il Requiem di Madrid al 1° Concorso internazionale di composizione della SIMC ed è stato presente ai maggiori Festival di musica contemporanea in tutto il mondo.

Ha svolto attività didattica al Conservatorio di Musica “Niccolò Paganini” di Genova: dal 1960 insegna Armonia, Contrappunto, Fuga e Composizione all’Istituto Musicale Pareggiato “G. Donizetti” di Bergamo. E’ direttore artistico della rassegna “Incontri europei con la musica” che si svolge annualmente in questa città dal 1982. Partito negli anni ’50 da una visione costruttiva volta a fondere il polifonismo hindemithiano con la dodecafonia (Concerto per orchestra, 1952; Ottetto, 1953, pezzi pianistici) e non priva di suggestioni sonore petrassiane (Concerto breve per orchestra da camera, 1956; Sinfonia, 1957), si è poi orientato verso un linguaggio improntato al cromatismo integrale dell’avanguardia, trattando tematiche d’impegno civile (il già menzionato Requiem di Madrid per coro e orchestra, 1958; Dies Irae per coro e strumenti, 1959, entrambi su testi di F.G. Lorca; Mutazioni, balletto in 6 quadri da un’idea di Nanni Balestrini, 1962, commissionato dal Teatro alla Scala di Milano e rappresentato in successive stagioni) non disgiunte da una costante dimensione lirica. Ha in seguito adottato un più intimo e raccolto lirismo in lavori come Epitapheper due voci e strumenti, 1964, e Chanson per soprano e orchestra, 1974, entrambi su testi di P. Eluard, Cantata per due soprani e orchestra (G. Leopardi, 1966, commissione del Südwestfunk di Baden Baden), Madrigale per quintetto vocale e strumenti (Anonimo medioevale tedesco, 1968), Notturno per coro maschile e orchestra (P. Verlaine, 1971) e Zwei Lieder per coro femminile e orchestra (Nelly Sachs, 1974), evidenziando in altre composizioni un alleggerimento della trama sonora e il gusto per un ordito raffinato e prezioso (Omaggio a Bach per pianoforte, 1975, commissione del Festival internazionale Brescia-Bergamo, Premio Stockhausen; Studi per orchestra, 1978; Trauermusik per archi, 1981; Metamorfosiper pianoforte a 4 mani, 1989 anche nell’ambito di strutture polifoniche assai complesse (Shakespearian Sonnet per coro misto a 16 voci, 1985). Più recentemente il suo interesse si è rivolto alle forme strumentali da camera, in una fase che tende al recupero di elementi della tradizione (Wiegenlied per clarinetto e pianoforte, 1981;Wintermusic per trio con pianoforte, 1983; Herbstmusik – Omaggio a Mahler per quartetto d’archi, 1986; Primo Vere per quintetto con pianoforte, 1988; Stille Nachtper organo e 9 strumenti a fiato, 1990; Nuit d’été per quintetto con pianoforte, 1994) e all’impiego di strumenti mai adottati in precedenza (Eisblumen per chitarra, 1985;Winterzeit per quattro chitarre, 1992; Elégie – Omaggio a Fauré per chitarra e quartetto d’archi, 1994; Nocturnal Landscape per 4 sassofoni, 1998). Alcuni di questi lavori figurano anche in versioni per differenti complessi orchestrali.
E’ morto nel luglio 2011 nella sua casa di Milano.

 

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Ha svolto attività didattica al Conservatorio di Musica “Niccolò Paganini” di Genova: dal 1960 insegna Armonia, Contrappunto, Fuga e Composizione all’Istituto Musicale Pareggiato “G. Donizetti” di Bergamo. E’ direttore artistico della rassegna “Incontri europei con la musica” che si svolge annualmente in questa città dal 1982. Partito negli anni ’50 da una visione costruttiva volta a fondere il polifonismo hindemithiano con la dodecafonia (Concerto per orchestra, 1952; Ottetto, 1953, pezzi pianistici) e non priva di suggestioni sonore petrassiane (Concerto breve per orchestra da camera, 1956; Sinfonia, 1957), si è poi orientato verso un linguaggio improntato al cromatismo integrale dell’avanguardia, trattando tematiche d’impegno civile (il già menzionato Requiem di Madrid per coro e orchestra, 1958; Dies Irae per coro e strumenti, 1959, entrambi su testi di F.G. Lorca; Mutazioni, balletto in 6 quadri da un’idea di Nanni Balestrini, 1962, commissionato dal Teatro alla Scala di Milano e rappresentato in successive stagioni) non disgiunte da una costante dimensione lirica. Ha in seguito adottato un più intimo e raccolto lirismo in lavori come Epitapheper due voci e strumenti, 1964, e Chanson per soprano e orchestra, 1974, entrambi su testi di P. Eluard, Cantata per due soprani e orchestra (G. Leopardi, 1966, commissione del Südwestfunk di Baden Baden), Madrigale per quintetto vocale e strumenti (Anonimo medioevale tedesco, 1968), Notturno per coro maschile e orchestra (P. Verlaine, 1971) e Zwei Lieder per coro femminile e orchestra (Nelly Sachs, 1974), evidenziando in altre composizioni un alleggerimento della trama sonora e il gusto per un ordito raffinato e prezioso (Omaggio a Bach per pianoforte, 1975, commissione del Festival internazionale Brescia-Bergamo, Premio Stockhausen; Studi per orchestra, 1978; Trauermusik per archi, 1981; Metamorfosiper pianoforte a 4 mani, 1989 anche nell’ambito di strutture polifoniche assai complesse (Shakespearian Sonnet per coro misto a 16 voci, 1985). Più recentemente il suo interesse si è rivolto alle forme strumentali da camera, in una fase che tende al recupero di elementi della tradizione (Wiegenlied per clarinetto e pianoforte, 1981;Wintermusic per trio con pianoforte, 1983; Herbstmusik – Omaggio a Mahler per quartetto d’archi, 1986; Primo Vere per quintetto con pianoforte, 1988; Stille Nachtper organo e 9 strumenti a fiato, 1990; Nuit d’été per quintetto con pianoforte, 1994) e all’impiego di strumenti mai adottati in precedenza (Eisblumen per chitarra, 1985;Winterzeit per quattro chitarre, 1992; Elégie – Omaggio a Fauré per chitarra e quartetto d’archi, 1994; Nocturnal Landscape per 4 sassofoni, 1998). Alcuni di questi lavori figurano anche in versioni per differenti complessi orchestrali.
E’ morto nel luglio 2011 nella sua casa di Milano.

 

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