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Paganini, Niccolò
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Niccolò Paganini nacque a Genova il 27 ottobre 1782. Fu avviato alla musica nella sua città natale, probabilmente dal padre che gli insegnò i rudimenti del mandolino, per poi proseguire i suoi studi di violino da autodidatta. A Parma, intorno al 1796, ebbe contatti con il compositore Alessandro Rolla e probabilmente Ferdinando Paër, e ricevette alcune lezioni di composizione da Gaspare Ghiretti. Bambino prodigio, grande talentuoso con il violino, neppure dodicenne già eseguiva pubblicamente le sue opere. La sua carriera concertistica iniziò a Genova e Parma, per poi proseguire nell’Italia settentrionale e in Toscana.

Rientrato a Genova, iniziò la composizione della serie di 24 capricci per violino solo. Dopo un ulteriore soggiorno in Toscana, acclamato come virtuoso violinista, nel 1801 interruppe la sua carriera concertistica, dedicandosi all’agricoltura e allo studio della chitarra, strumento del quale divenne abile esecutore e per il quale compose diverse opere. Sul finire del 1804 tornò a Genova e nel 1805 a Lucca fu nominato primo violino solista della corte della principessa Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone.

Lasciata la corte, diede altri concerti in Italia: a Torino suonò presso il castello di Stupinigi invitato da un’altra delle sorelle dell’imperatore francese, Paolina Borghese; a Milano diede 37 concerti grazie ai quali fu acclamato dai critici “primo violino del mondo”; a Roma conquistò l’interesse di Metternich che lo invitò a Vienna. Giunto alla capitale austriaca nel 1828, dove diede circa 20 concerti, fu nominato virtuoso da camera dall’imperatore Francesco II. Fu poi alla volta di Praga, Dresda, Berlino (1829), Varsavia, Parigi (1831), Londra, Paesi Bassi e di nuovo in Gran Bretagna (1833-1834).

Rientrato in Italia, diede gli ultimi concerti a Piacenza, Parma, Genova e probabilmente Torino. Malato ai polmoni, si ritirò poi a Marsiglia, Genova e infine a Nizza, dove morì nel 1840.

Tra le sue opere pubblicate si possono menzionare: 24 Capricci per violino solo op. 1; 12 Sonate  per violino e chitarra (op. 2 e 3); 15 Quartetti per chitarra, violino, viola e violoncello (op. 4 e 5); sei Concerti per violino e orchestra (op. 6 e 7); variazioni per violino Le stregheMoto Perpetuo in per violino e pianoforte o orchestra (op. 11). Molte opere sono ancora inedite.

Paganini fu un virtuoso di fama leggendaria, che influenzò gran parte della generazione romantica. Grazie ai suoi fondamentali apporti e alle sue innovazioni, relative per esempio allo staccato e al pizzicato, è considerato il padre della moderna tecnica violinistica.

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Niccolò Paganini nacque a Genova il 27 ottobre 1782. Fu avviato alla musica nella sua città natale, probabilmente dal padre che gli insegnò i rudimenti del mandolino, per poi proseguire i suoi studi di violino da autodidatta. A Parma, intorno al 1796, ebbe contatti con il compositore Alessandro Rolla e probabilmente Ferdinando Paër, e ricevette alcune lezioni di composizione da Gaspare Ghiretti. Bambino prodigio, grande talentuoso con il violino, neppure dodicenne già eseguiva pubblicamente le sue opere. La sua carriera concertistica iniziò a Genova e Parma, per poi proseguire nell’Italia settentrionale e in Toscana.

Rientrato a Genova, iniziò la composizione della serie di 24 capricci per violino solo. Dopo un ulteriore soggiorno in Toscana, acclamato come virtuoso violinista, nel 1801 interruppe la sua carriera concertistica, dedicandosi all’agricoltura e allo studio della chitarra, strumento del quale divenne abile esecutore e per il quale compose diverse opere. Sul finire del 1804 tornò a Genova e nel 1805 a Lucca fu nominato primo violino solista della corte della principessa Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone.

Lasciata la corte, diede altri concerti in Italia: a Torino suonò presso il castello di Stupinigi invitato da un’altra delle sorelle dell’imperatore francese, Paolina Borghese; a Milano diede 37 concerti grazie ai quali fu acclamato dai critici “primo violino del mondo”; a Roma conquistò l’interesse di Metternich che lo invitò a Vienna. Giunto alla capitale austriaca nel 1828, dove diede circa 20 concerti, fu nominato virtuoso da camera dall’imperatore Francesco II. Fu poi alla volta di Praga, Dresda, Berlino (1829), Varsavia, Parigi (1831), Londra, Paesi Bassi e di nuovo in Gran Bretagna (1833-1834).

Rientrato in Italia, diede gli ultimi concerti a Piacenza, Parma, Genova e probabilmente Torino. Malato ai polmoni, si ritirò poi a Marsiglia, Genova e infine a Nizza, dove morì nel 1840.

Tra le sue opere pubblicate si possono menzionare: 24 Capricci per violino solo op. 1; 12 Sonate  per violino e chitarra (op. 2 e 3); 15 Quartetti per chitarra, violino, viola e violoncello (op. 4 e 5); sei Concerti per violino e orchestra (op. 6 e 7); variazioni per violino Le stregheMoto Perpetuo in per violino e pianoforte o orchestra (op. 11). Molte opere sono ancora inedite.

Paganini fu un virtuoso di fama leggendaria, che influenzò gran parte della generazione romantica. Grazie ai suoi fondamentali apporti e alle sue innovazioni, relative per esempio allo staccato e al pizzicato, è considerato il padre della moderna tecnica violinistica.

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Niccolò Paganini nacque a Genova il 27 ottobre 1782. Fu avviato alla musica nella sua città natale, probabilmente dal padre che gli insegnò i rudimenti del mandolino, per poi proseguire i suoi studi di violino da autodidatta. A Parma, intorno al 1796, ebbe contatti con il compositore Alessandro Rolla e probabilmente Ferdinando Paër, e ricevette alcune lezioni di composizione da Gaspare Ghiretti. Bambino prodigio, grande talentuoso con il violino, neppure dodicenne già eseguiva pubblicamente le sue opere. La sua carriera concertistica iniziò a Genova e Parma, per poi proseguire nell’Italia settentrionale e in Toscana.

Rientrato a Genova, iniziò la composizione della serie di 24 capricci per violino solo. Dopo un ulteriore soggiorno in Toscana, acclamato come virtuoso violinista, nel 1801 interruppe la sua carriera concertistica, dedicandosi all’agricoltura e allo studio della chitarra, strumento del quale divenne abile esecutore e per il quale compose diverse opere. Sul finire del 1804 tornò a Genova e nel 1805 a Lucca fu nominato primo violino solista della corte della principessa Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone.

Lasciata la corte, diede altri concerti in Italia: a Torino suonò presso il castello di Stupinigi invitato da un’altra delle sorelle dell’imperatore francese, Paolina Borghese; a Milano diede 37 concerti grazie ai quali fu acclamato dai critici “primo violino del mondo”; a Roma conquistò l’interesse di Metternich che lo invitò a Vienna. Giunto alla capitale austriaca nel 1828, dove diede circa 20 concerti, fu nominato virtuoso da camera dall’imperatore Francesco II. Fu poi alla volta di Praga, Dresda, Berlino (1829), Varsavia, Parigi (1831), Londra, Paesi Bassi e di nuovo in Gran Bretagna (1833-1834).

Rientrato in Italia, diede gli ultimi concerti a Piacenza, Parma, Genova e probabilmente Torino. Malato ai polmoni, si ritirò poi a Marsiglia, Genova e infine a Nizza, dove morì nel 1840.

Tra le sue opere pubblicate si possono menzionare: 24 Capricci per violino solo op. 1; 12 Sonate  per violino e chitarra (op. 2 e 3); 15 Quartetti per chitarra, violino, viola e violoncello (op. 4 e 5); sei Concerti per violino e orchestra (op. 6 e 7); variazioni per violino Le stregheMoto Perpetuo in per violino e pianoforte o orchestra (op. 11). Molte opere sono ancora inedite.

Paganini fu un virtuoso di fama leggendaria, che influenzò gran parte della generazione romantica. Grazie ai suoi fondamentali apporti e alle sue innovazioni, relative per esempio allo staccato e al pizzicato, è considerato il padre della moderna tecnica violinistica.

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