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Pietri, Giuseppe
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Giuseppe Pietri (Sant’Ilario in Campo, 6 maggio 1886 – Milano, 11 agosto 1946) è stato un compositore italiano, specializzato nel genere dell’operetta. Testo di:Io conosco un giardino tratto dall’Opera Maristella Io conosco un giardino a, tutti sconosciuto, un nido di velluto sotto il cielo turchino, l’estate il verde in fior, vi odorano i giaggioli, vi cantan gli usigniuoli, la notte in amor, de vieni vien qui sul mio cuor, io ti porto a quel nido e, t’offro un bel cuscino, di piumarelle d’oro, e di baci t’infioro la bocca e, t’offro un gran forzier, di sogni irridescenti, di stelle giu cadenti, dalle supreme sfere, mia tenezza vien, de vien con me.Tradotto da Valter Pistella. 

Dopo la sfortunata opera Il signor di Ruy-Blas, grazie ad una riuscita ispirazione, l’autore realizzò una pregevole commedia di ambiente intitolata L’acqua cheta (1920), tratta dalla commedia omonima di Augusto Novelli: è la storia di un vecchio vetturino e delle sue due figliole, una delle quali soleva vivere a testa bassa, come un’acqua cheta. Ma un giorno, la giovane figlia si incapriccia di un gentile squattrinato e fugge con lui. Gli interpreti di questa opera furono, al Teatro Nazionale capitolino, Jole Pacifici e Enrico Dezan, padre del telecronista Adriano. Tre anni dopo, Pietri condusse al successo l’operetta La donna perduta, che meritò una trasposizione cinematografica. La donna perduta va in scena il 12 aprile 1925 anche al Teatro Reinach di Parma dove il successivo 5 novembre va in scena Il quartetto vagabondo.

Nel 1926, il compositore regalò al suo pubblico l’operetta Primarosa, nella quale descrisse le vicende fallimentari di una famiglia di imprenditori minerari. Il 10 febbraio 1927 Primarosa va in scena per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia con Nella De Campi, Ines Lidelba e Nuto Navarrini per la Compagnia dei Grandi Spettacoli d’Arte Operettistica ed il successivo 19 aprile al Teatro Reinach di Parma.

Nel 1928 l’operetta Rompicollo venne ambientata in una Siena del Seicento, e la protagonista di questa storia vera, Rompicollo appunto, è la figlia di una nobile famiglia che riesce, sfuggendo al controllo dei genitori, a partecipare al Palio come fantino. Rompicollo va in scena al Teatro Reinach di Parma il 7 novembre 1930.

Al Teatro Reinach di Parma Tuffolina va in scena il 9 novembre 1930, Casa mia, casa mia l’11 novembre successivo e L’isola verde il 23 gennaio 1931.

Nel 1934 Pietri compone il suo lavoro più importante, l’operetta in 3 atti Maristella. Si tratta di una storia d’amore conclusa dolorosamente dal sacrificio di Maristella, che salva l’amato Giovanni condannato a morte. Lei infatti era stata allevata in un collegio religioso dove, in occasione di una condanna a morte, il condannato viene graziato dal Gran Cerimoniere di corte se una delle allieve lo chiede. Però questa allieva facendo così deve prendere i voti e diventare suora. E questo è il sacrificio di Maristella. Indimenticabile l’aria Io conosco un giardino. Questo brano del primo atto ha meritato varie incisioni discografiche, tra le quali si annoverano quelle di Ferruccio Tagliavini e di Giuseppe Di Stefano. Maristella va in scena anche nel 1936 al Teatro Verdi (Firenze) con Iris Adami Corradetti e nel 1943 al Teatro Metastasio di Prato con Ugo Novelli.

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20/06/2024 – L’ACQUA CHETA – Operetta

Descrizione: Istituzione Sinfonica e Musicale FVG                

21/06/2024 – L’ACQUA CHETA – Operetta

Descrizione: Istituzione Sinfonica e Musicale FVG                

5 pubblicazioni in catalogo

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Giuseppe Pietri (Sant’Ilario in Campo, 6 maggio 1886 – Milano, 11 agosto 1946) è stato un compositore italiano, specializzato nel genere dell’operetta. Testo di:Io conosco un giardino tratto dall’Opera Maristella Io conosco un giardino a, tutti sconosciuto, un nido di velluto sotto il cielo turchino, l’estate il verde in fior, vi odorano i giaggioli, vi cantan gli usigniuoli, la notte in amor, de vieni vien qui sul mio cuor, io ti porto a quel nido e, t’offro un bel cuscino, di piumarelle d’oro, e di baci t’infioro la bocca e, t’offro un gran forzier, di sogni irridescenti, di stelle giu cadenti, dalle supreme sfere, mia tenezza vien, de vien con me.Tradotto da Valter Pistella. 

Dopo la sfortunata opera Il signor di Ruy-Blas, grazie ad una riuscita ispirazione, l’autore realizzò una pregevole commedia di ambiente intitolata L’acqua cheta (1920), tratta dalla commedia omonima di Augusto Novelli: è la storia di un vecchio vetturino e delle sue due figliole, una delle quali soleva vivere a testa bassa, come un’acqua cheta. Ma un giorno, la giovane figlia si incapriccia di un gentile squattrinato e fugge con lui. Gli interpreti di questa opera furono, al Teatro Nazionale capitolino, Jole Pacifici e Enrico Dezan, padre del telecronista Adriano. Tre anni dopo, Pietri condusse al successo l’operetta La donna perduta, che meritò una trasposizione cinematografica. La donna perduta va in scena il 12 aprile 1925 anche al Teatro Reinach di Parma dove il successivo 5 novembre va in scena Il quartetto vagabondo.

Nel 1926, il compositore regalò al suo pubblico l’operetta Primarosa, nella quale descrisse le vicende fallimentari di una famiglia di imprenditori minerari. Il 10 febbraio 1927 Primarosa va in scena per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia con Nella De Campi, Ines Lidelba e Nuto Navarrini per la Compagnia dei Grandi Spettacoli d’Arte Operettistica ed il successivo 19 aprile al Teatro Reinach di Parma.

Nel 1928 l’operetta Rompicollo venne ambientata in una Siena del Seicento, e la protagonista di questa storia vera, Rompicollo appunto, è la figlia di una nobile famiglia che riesce, sfuggendo al controllo dei genitori, a partecipare al Palio come fantino. Rompicollo va in scena al Teatro Reinach di Parma il 7 novembre 1930.

Al Teatro Reinach di Parma Tuffolina va in scena il 9 novembre 1930, Casa mia, casa mia l’11 novembre successivo e L’isola verde il 23 gennaio 1931.

Nel 1934 Pietri compone il suo lavoro più importante, l’operetta in 3 atti Maristella. Si tratta di una storia d’amore conclusa dolorosamente dal sacrificio di Maristella, che salva l’amato Giovanni condannato a morte. Lei infatti era stata allevata in un collegio religioso dove, in occasione di una condanna a morte, il condannato viene graziato dal Gran Cerimoniere di corte se una delle allieve lo chiede. Però questa allieva facendo così deve prendere i voti e diventare suora. E questo è il sacrificio di Maristella. Indimenticabile l’aria Io conosco un giardino. Questo brano del primo atto ha meritato varie incisioni discografiche, tra le quali si annoverano quelle di Ferruccio Tagliavini e di Giuseppe Di Stefano. Maristella va in scena anche nel 1936 al Teatro Verdi (Firenze) con Iris Adami Corradetti e nel 1943 al Teatro Metastasio di Prato con Ugo Novelli.

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20/06/2024 – L’ACQUA CHETA – Operetta

Descrizione: Istituzione Sinfonica e Musicale FVG                

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Pietri, Giuseppe
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Giuseppe Pietri (Sant’Ilario in Campo, 6 maggio 1886 – Milano, 11 agosto 1946) è stato un compositore italiano, specializzato nel genere dell’operetta. Testo di:Io conosco un giardino tratto dall’Opera Maristella Io conosco un giardino a, tutti sconosciuto, un nido di velluto sotto il cielo turchino, l’estate il verde in fior, vi odorano i giaggioli, vi cantan gli usigniuoli, la notte in amor, de vieni vien qui sul mio cuor, io ti porto a quel nido e, t’offro un bel cuscino, di piumarelle d’oro, e di baci t’infioro la bocca e, t’offro un gran forzier, di sogni irridescenti, di stelle giu cadenti, dalle supreme sfere, mia tenezza vien, de vien con me.Tradotto da Valter Pistella. 

Dopo la sfortunata opera Il signor di Ruy-Blas, grazie ad una riuscita ispirazione, l’autore realizzò una pregevole commedia di ambiente intitolata L’acqua cheta (1920), tratta dalla commedia omonima di Augusto Novelli: è la storia di un vecchio vetturino e delle sue due figliole, una delle quali soleva vivere a testa bassa, come un’acqua cheta. Ma un giorno, la giovane figlia si incapriccia di un gentile squattrinato e fugge con lui. Gli interpreti di questa opera furono, al Teatro Nazionale capitolino, Jole Pacifici e Enrico Dezan, padre del telecronista Adriano. Tre anni dopo, Pietri condusse al successo l’operetta La donna perduta, che meritò una trasposizione cinematografica. La donna perduta va in scena il 12 aprile 1925 anche al Teatro Reinach di Parma dove il successivo 5 novembre va in scena Il quartetto vagabondo.

Nel 1926, il compositore regalò al suo pubblico l’operetta Primarosa, nella quale descrisse le vicende fallimentari di una famiglia di imprenditori minerari. Il 10 febbraio 1927 Primarosa va in scena per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia con Nella De Campi, Ines Lidelba e Nuto Navarrini per la Compagnia dei Grandi Spettacoli d’Arte Operettistica ed il successivo 19 aprile al Teatro Reinach di Parma.

Nel 1928 l’operetta Rompicollo venne ambientata in una Siena del Seicento, e la protagonista di questa storia vera, Rompicollo appunto, è la figlia di una nobile famiglia che riesce, sfuggendo al controllo dei genitori, a partecipare al Palio come fantino. Rompicollo va in scena al Teatro Reinach di Parma il 7 novembre 1930.

Al Teatro Reinach di Parma Tuffolina va in scena il 9 novembre 1930, Casa mia, casa mia l’11 novembre successivo e L’isola verde il 23 gennaio 1931.

Nel 1934 Pietri compone il suo lavoro più importante, l’operetta in 3 atti Maristella. Si tratta di una storia d’amore conclusa dolorosamente dal sacrificio di Maristella, che salva l’amato Giovanni condannato a morte. Lei infatti era stata allevata in un collegio religioso dove, in occasione di una condanna a morte, il condannato viene graziato dal Gran Cerimoniere di corte se una delle allieve lo chiede. Però questa allieva facendo così deve prendere i voti e diventare suora. E questo è il sacrificio di Maristella. Indimenticabile l’aria Io conosco un giardino. Questo brano del primo atto ha meritato varie incisioni discografiche, tra le quali si annoverano quelle di Ferruccio Tagliavini e di Giuseppe Di Stefano. Maristella va in scena anche nel 1936 al Teatro Verdi (Firenze) con Iris Adami Corradetti e nel 1943 al Teatro Metastasio di Prato con Ugo Novelli.

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