Henri Pousseur nacque a Malmédy, in Belgio, il 23 giugno 1929. Fin dagli inizi dei suoi studi presso il conservatorio di Liegi (1947-52) fu membro di un gruppo di giovani compositori, denominato “Variations”, che gravitava attorno a Pierre Jean Marie Froidebise. Fu in questo contesto che conobbe la musica di Anton Webern e di altri compositori del Novecento. Nel 1951 incontrò Pierre Boulez, il quale diede a Pousseur degli impulsi determinanti per la comprensione del linguaggio armonico di Webern, di cui esplorò le tecniche in Trois chants sacrés (1951). Nel 1953 conobbe Karlheinz Stockhausen e rimase impressionato dai suoi Elektronische Studien I (1953), che gli sembrarono segnare l’inizio di una nuova epoca. Nei successivi cinque anni Pousseur incontrò altri esponenti della giovane avanguardia europea, tra cui Bruno Maderna e Luigi Nono, conosciuti a Darmstadt nel 1954, e Luciano Berio nel 1956.
In Prospection (1952-53), per tre pianoforti accordati a un sesto di tono di distanza, Pousseur cercò di sviluppare ulteriormente la tecnica della serialità integrale, intrapresa da Boules in Structure Ia (1951), ma incontrò difficoltà con la realizzazione strumentale. Nel 1954 fece la prima incursione nella musica elettronica con Seismogrammes, realizzato presso lo studio di Colonia. Nelle composizioni strumentali Symphonies à quinze solistes (1954-55) e Quintette à la mémoire d’Anton Webern (1955) Pousseur raggiunse una texture più ricca per mezzo di una tecnica “a gruppi” (analoga a quella che Stockhausen stava esplorando in quel periodo) e grazie all’utilizzo di considerazioni statistiche sia a livello compositivo che interpretativo. Queste riflessioni lo condussero verso la forma aperta, come emerge, ad esempio, in Scambi (1957) e Mobile (1957-58).
A metà degli anni Cinquanta Pousseur pubblicò numerosi scritti teorici, alcuni di natura analitica (focalizzati soprattutto su Webern), altri dedicati alla riflessione sulla propria estetica e sulle procedure compositive; nello stesso periodo fu invitato a insegnare in importanti centri della nuova musica, come Darmstadt, Colonia e Basilea. Poussseur niziò molto presto a riflettere su come scrivere musica aleatoria per ensemble composti da molti strumenti: Répons (1960) poneva delle tali difficoltà di assieme che richiese un centinaio di prove per renderne possibile l’esecuzione. Le difficoltà del pubblico nel seguire le interazioni dell’ensemble spinsero Pousseur ad aggiungere al pezzo una parabola dello scrittore francese Michel Butor, con l’obiettivo di rendere esplicite le scelte musicali e le conseguenze di queste. Con Rimes (1958-59), uno dei suoi primi lavori per strumenti e nastro magnetico, iniziò invece a sviluppare il concetto di “periodicità generalizzata”, secondo il quale diversi livelli strutturali di una forma musicale sono visti in analogia a forme d’onda periodiche o aperiodiche.
Con Electre (1960) e Trois visages de Liège (1961) Pousseur cercò di raggiungere una maggiore immediatezza comunicativa conducendo delle sperimentazioni con il testo parlato e con i ricchi potenziali semantici dei suoni elettronici. In questo modo fu vicino ad esaudire l’invito a riscoprire il potere rappresentativo della musica, rivolto da Butor ai compositori nel 1960 con il saggio La musique, art réaliste. Fu proprio con Butor che Pousseur collaborò per il suo progetto teatrale più importante degli anni Sessanta, ossia Votre Faust (1960-68): sul piano tanto letterario, quanto musicale, questa «fantaisie variable genre opéra» si alimentava di tutte le precedenti versioni del Faust, ponendo il problema dell’integrazione stilistica di materiali eterogenei. Pousseur sviluppò un sistema di trasformazioni armoniche, descritto nel saggio L’apothéose de Rameau (1968), il quale, basandosi su una «matrice universale», gli permetteva di porre in relazione elementi di linguaggio musicale che inizialmente potevano sembrare in opposizione. A livello drammaturgico, la seconda parte di Votre Faust prevede la moltiplicazione di scene alternative che offrono al pubblico la possibilità di intervenire nel corso del lavoro e di decidere come deve concludersi la vicenda.
In Couleurs croisées (1967), un lavoro commissionato a Pousseur dalla Koussevitzky Foundation, il linguaggio armonico è derivato dallo spiritual «We shall overcome» e procede dal cromatismo alla consonanza alternando delle trasformazioni che connettono monodia, omofonia, antifonia e polifonia. Con Mnémosyne I (1968) Pousseur recuperò invece la dimensione melodica, coronando così i suoi intenti di riappropriarsi della tradizione musicale. Dopo tre anni trascorsi ad insegnare negli USA (1966-68), Pousseur si stabilì a Liegi, dove iniziò a insegnare all’università e nel 1970 fondò il Centre de Recherches et de Formation Musicales de Wallonie (CRFMW), mettendo assieme uno studio di musica elettronica, l’Ensemble Musique Nouvelle e attività in educazione musicale. I suoi progetti pedagogici di maggior successo furono gradualmente inseriti nel corso di studi regolare del conservatorio, dove Pousseur organizzò un seminario di musica sperimentale per poi diventarvi professore di composizione (dal 1971) e quindi direttore (1975). Tra il 1985 e il 1987 fu direttore dell’Institut de Pédagogie Musicale (IPM) a Parigi e nel 1990 creò un programma di studi all’Università di Liegi che prevedeva l’insegnamento di musica pratica all’interno dei corsi di laurea.
Negli anni Settanta e Settanta la produzione di Pousseur fu chiaramente influenzata dai suoi ambiziosi progetti pedagogici. In questo spirito creò partiture indeterminate, come Ephémérides d’Icare II (1970), nelle quali l’improvvisazione collettiva è guidata da griglie multiparametriche, mentre le formule melodiche sono lasciate indefinite. L’impegno sociale e politico è invece presente in numerose composizioni, emergendo in alcuni casi nel contenuto del testo verbale, come in Crosses of Crossed Colors (1970) e L’invitation à l’utopie (1971), in altri casi a un livello più astratto, come in Modèle réduit (1975). Con il suo secondo lavoro di teatro musicale, Petrus Hebraicus (1973-74), commissionato dal Festival di Berlino per celebrare il centenario di Arnold Schönberg, Pousseur fece un decisivo passo verso altri mondi e prassi musicali, trattando gli stili musicali come punti di articolazione formale. In parallelo al libretto, in cui si incrociano differenti assi temporali, nella musica si fa allusione a un’ampia gamma di stili e generi musicali, dalla cantata barocca al melodramma espressionista, dal classicismo viennese a Igor Stravinskij a Kurt Weill.
L’esperienza pratica dei musicisti dilettanti è al centro di progetti come Chevelures du temps (1979) e La rose des voix (1982), in cui modelli desunti dal repertorio popolare o corale si intersecano tra di loro e interagiscono con effetti di rumore quotidiano prodotti dagli stessi cantanti o da un gruppo di tecnici del suono. In Les îles déchaînées (1980), composto in collaborazione con suo figlio Denis, tre gruppi strumentali conducono differenti “duelli”: un’orchestra sinfonica, un gruppo di musica elettronica sperimentale e un ensemble jazz. All’apice del suo interesse per il collage di materiali preesistenti, Pousseur rivisitò monumenti della storia della musica come le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach (in Nuits des nuits, 1975) e Dichterliebe di Robert Schumann (in Dichterliebesreigentraum, 1992-93); i materiali delle sue fonti sono organizzati in maniera tale da rivelare connessioni motiviche o strutturali che nell’opera originale erano nascoste o disgregate. Il principio caleidoscopico è presente sia qui, sia in lavori sfaccettati come Seconde apothéose de Rameau (1981), un riassunto esaustivo degli esperimenti armonici condotti da Pousseur fin dal 1960, oppure come Déclarations d’orages (1988-89), un ampio affresco in cui i contributi di diversi gruppi di esecutori sono intrecciati assieme in una maniera complessa.
Il lavoro nel contesto pedadogico e universitario indusse Pousseur a scrivere numerosi pezzi per un solo strumento e a iniziare a redigere un’opera sulla pedagogia strumentale, che comprendeva anche la musica da camera (Méthodicare , pubblicata nel 1988). Chiarezza e semplicità di struttura caratterizzano molte delle sue ultime composizioni, come Leçons d’enfer (1991) e Don Juan à Gnide (1996), nelle quali l’elemento visivo contribuisce in maniera significativa all’apprezzamento della forma. Nell’estate del 1994 Pousseur si ritirò a Waterloo per dedicarsi alla composizione, creando ancora diversi cicli musicali. Morì a Bruxelles il 6 marzo 2009.
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(10090/lf) Proces du jeune chien adattamento francese di H. Pousseur e M. Butor di DIE ERPROBUNG DES PETRUS HEBRAICUS)
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(9505) Missa brevis
per coro misto
(5454) Trois chants sacres
per soprano, violino, viola, violoncello su testi in latino
(6069) Trois chants sacres
per soprano, violino, viola, violoncello su testi in latino
(12062) Prospection (EN DEUX PHASES)
per 3 pianoforti a sesti di tono
(5428) Quintette a la memoire d’anton webern
per voce sola o coro all’unisono su testi di Michel Butor per violino, violoncello, clarinetto,
(5427) Quintette a la memoire d’anton webern
per voce sola o coro all’unisono su testi di Michel Butor per violino, violoncello, clarinetto,
(5591) Exercices pour piano, variations I
per pianoforte
(5541) Exercices pour piano. Impromptu variations II
per pianoforte
(5998) Scambi
Musica elettronica
(5518) Mobile
per due pianoforti
(5520) Rimes pour différentes sources sonores
per orchestra e nastro magnetico
(7399) Phonemes pour cathy
per voce sola da Paul Claudel
(6831) Couleurs croisees
per orchestra
(6832) Couleurs croisees
per orchestra
(7017) Mnemosyne I
Monodia per una voce sola o coro all’unisono o uno strumento
(7300) Crosses of crossed colors
per voce femminile amplificata, 2-5 pianoforti, 6 fonti sonore (2 radio, 2 registratori, 2 giradischi) su testi ispirati alla liberazione del popolo Negro e Indiano d’America
(7301) Crosses of crossed colors
per voce femminile amplificata, 2-5 pianoforti, 6 fonti sonore (2 radio, 2 registratori, 2 giradischi) su testi ispirati alla liberazione del popolo Negro e Indiano d’America
(7302) Icare apprenti
Preparativi ed esercizi di volo per un numero indeterminato di strumenti
(7303) Icare apprenti
Preparativi ed esercizi di volo per un numero indeterminato di strumenti
(7071) Les ephemerides d’icare 2
per solista principale, concertino e concerto grosso
(7072) Les ephemerides d’icare 2
per solista principale, concertino e concerto grosso
(7362) L’effacement du prince igor
per orchestra
(7363) L’effacement du prince igor
per orchestra
(8561) Icare obstine. Vol. N. 1
per pianoforte
(7661) Mnemosyne II
Versione per pianoforte di P. Bartholomée
(7810) Vue sur les jardins interdits
per 4 saxofoni
(8290) Deuxieme vue sur les jardins interdits
per organo
(7871) Die erprobung des petrus hebraicus
Azione musicale da camera in tre parti su testo di Henri Pousseur e Leo Wintgens
(7872) Die erprobung des petrus hebraicus
Azione musicale da camera in tre parti su testo di Henri Pousseur e Leo Wintgens
(8373) Ballade berlinoise
per pianoforte
(8279) Chroniques berlinoises : Petite chronique berlinoise
per quartetto d’archi e pianoforte
(8280) Chroniques berlinoises : Petite chronique berlinoise
per quartetto d’archi e pianoforte
(8304) Chroniques illustrees : Petite chronique illustree
per orchestra
(8452) Humeurs du futur quotidien
su testi di H. Pousseur e M. Butor per due recitanti e orchestra
(8453) Humeurs du futur quotidien
su testi di H. Pousseur e M. Butor per due recitanti e orchestra
(8557) Les fouilles de jeruzona (Reflets de Votre Faust)
per coro misto, pianoforte (organo), contrabbasso e percussione su testi di Goethe, Nerval, Marlowe, Gongora, Petrarca e tratti dalla Bibbia e dalla Liturgia Cattolica
(8558) Les fouilles de jeruzona (Reflets de Votre Faust)
per coro misto, pianoforte (organo), contrabbasso e percussione su testi di Goethe, Nerval, Marlowe, Gongora, Petrarca e tratti dalla Bibbia e dalla Liturgia Cattolica
(8523) Vocalise
per 1-6 voci diverse (3 maschili e 3 femminili) e pianoforte
(8548) Flexions I
per flauto
(8549) Flexions II
per tromba
(8592) Flexions III
per violino
(8944) Le bal de cendrillon Dicté par… n. 0 (Peter Ilyitch Tchaikowsky)
Petit conte pour piano
(8760) Pour Baudelaire
per voce sola
(8689) Tales and songs from the bible of hell
per 4 voci miste, nastro, apparecchiatura elettronica su testi di J. Dowland, W. Blake, E.A. Poe e altri
(11606) Metamorphoses de marie-madeleine
per coro misto, due percussioni e pianoforte su testi del compositore
(11607) Metamorphoses de marie-madeleine
per coro misto, due percussioni e pianoforte su testi del compositore
(8831) Canines
per voce femminile e pianoforte su testi di M. Butor, F. Hölderlin e dell’autore
(8892) Fantaisie et fugue
per violoncello (o fagotto) e pianoforte
(8721) Flexions IV
per viola
(8934) Fantaisie et fugue
per quartetto d’archi
(8926) La seconde apotheose de rameau
per orchestra da camera
(8927) La seconde apotheose de rameau
per orchestra da camera
(8840) Naturel
per corno
(8864) Variations «Dicté par…» n. 2 (Anton Webern 1940)
per clarinetto e pianoforte
(9213) Cinquieme vue sur les jardins interdits
per quartetto vocale
(9214) Cinquieme vue sur les jardins interdits
per quartetto vocale
(9071) Hermes I
per clarinetto. Dicté par… n. 3
(9072) Hermes II
per clarinetto. Dicté par… n. 3
(9235) La paganiana
per violino solo
(9236) La paganiana seconda
per violoncello solo
(11616) Carre Magique I
per pianoforte (Carrés et triangles)
(9314) Sixieme vue sur les jardins interdits
per trio d’archi
(9315) Sixieme vue sur les jardins interdits
per trio d’archi
(9237) Trajets dans arpents du ciel
per solista e orchestra
(9238) Trajets dans arpents du ciel
per solista e orchestra
(9313) Variations-caprice
per flauto (o clarinetto) e clavicembalo (o organo, o pianoforte)
(11619) Carre Magique III
per pianoforte [Le présent du son] (Carrés et triangles)
(9406) Cortege des belles tenebreuses au jardin boreal
per 6 esecutori
(9407) Cortege des belles tenebreuses au jardin boreal
per 6 esecutori
(11617) Litanie du cristal des fleurs (Carrés et triangles)
per pianoforte
(9366) Litanie du miel matinal
per strumento melodico acuto
(9365) Litanie du miel vesperal
per strumento melodico grave
(9432) Patchwork des tribus americaines
per banda
(9433) Patchwork des tribus americaines
per banda
(9368) Sonate des maitres viennois
per pianoforte
(12055) Tango de jeanne-la-sibylle
per pianoforte
(9400) Vers l’ile du mont pourpre
per flauto
(11618) Ying-yang [Carré magique II] (Carrés et triangles)
per pianoforte
(9485) Nacht der nachte ( NUIT DES NUITS) der die sehende Schlaflosigkeit des Herrn Goldberg
per orchestra
(9486) Nacht der nachte ( NUIT DES NUITS) der die sehende Schlaflosigkeit des Herrn Goldberg
per orchestra
(9561) Sur le qui-vive
per voce femminile e cinque esecutori su testo di M. Butor
(9562) Sur le qui-vive
per voce femminile e cinque esecutori su testo di M. Butor
(9655) Arcs-en-ciel de remparts
per orchestra ad organico variabile ed ensemble vocale facoltativo su testi di M. Butor
(9656) Arcs-en-ciel de remparts
per orchestra ad organico variabile ed ensemble vocale facoltativo su testi di M. Butor
(9758) Traverser la foret
Cantata per recitante, due solisti, coro misto e 12 strumentisti
(9759) Traverser la foret
Cantata per recitante, due solisti, coro misto e 12 strumentisti
(9719) Un jardin de passacailles
per orchestra da camera
(9720) Un jardin de passacailles
per orchestra da camera
(9896) Declaration d’orages
per recitante, due voci, tre strumenti solisti, nastro magnetico e orchestra su testi di M. Butor
(9897) Declaration d’orages
per recitante, due voci, tre strumenti solisti, nastro magnetico e orchestra su testi di M. Butor
(9835) L’etoile des langues
per coro misto e recitante su testo di Michel Butor
(9836) L’etoile des langues
per coro misto e recitante su testo di Michel Butor
(9894) Mnemosyne (DOUBLEMENT) OBSTINEE
Deuxième Ode per quartetto d’archi con mezzosoprano ad libitum
(9895) Mnemosyne (DOUBLEMENT) OBSTINEE
Deuxième Ode per quartetto d’archi con mezzosoprano ad libitum
(10213) Flexions hermetiques
per voce di soprano e violino
(10067) L’ecole d’orphee
Ostinato per organo con voce recitante e dispositivo elettronico (o nastro) ad libitum su testo di M. Butor
(10068) L’ecole d’orphee
Ostinato per organo con voce recitante e dispositivo elettronico (o nastro) ad libitum su testo di M. Butor
(10039) Amen
per coro misto monodico con due solisti
(10066) Amen
per coro misto monodico con due solisti
(10214) At moonlight, dowland’s shadow passes along ginkaku-ji
per tre strumenti giapponesi (koto, shamisen e shakuhachi
(10219) Cinq soupirs pour une clairiere
per voce e pianoforte su testi di Michel Butor e F. Garcia-Lorca
(10215) La lune et les flots
Passacaille per trio d’archi
(10218) Puer natus
Mottetto a tre voci
(11843) Signature
per saxofono contralto
(10216) Suite de coeur et de pique
per clarinetto, violino, violoncello e pianoforte
(10217) Suite de coeur et de pique
per clarinetto, violino, violoncello e pianoforte
(10228) Lecons d’enfer
héâtre musical à la mémoire d’Arthur Rimbaud. Libretto di M. Butor da A. Rimbaud
(10229) Lecons d’enfer
héâtre musical à la mémoire d’Arthur Rimbaud. Libretto di M. Butor da A. Rimbaud
(10258/l) Lecons d’enfer
héâtre musical à la mémoire d’Arthur Rimbaud. Libretto di M. Butor da A. Rimbaud
(10457) Coups de des en echos
per pianoforte
(10669) Trois petit caprices sur une mélodie populaire hongroise
per violino
(10744) Caprices de saxicare
Mobile concertant per saxofono, orchestra d’archi e percussione
(10745) Caprices de saxicare
Mobile concertant per saxofono, orchestra d’archi e percussione
(10793) Caprices de saxicare
Mobile concertant per saxofono, orchestra d’archi e percussione
(10770) Caprices de saxicare
Mobile concertant per saxofono, orchestra d’archi e percussione
(11530) Les litanies d’icare (Aquarius-Memorial I)
per pianoforte solo
(12308) Sibyls
per quartetto d’archi
(10818) Les litanies d’enfer (Aquarius-Memorial II)
per orchestra
(10819) Les litanies d’enfer (Aquarius-Memorial II)
per orchestra
(12307) Triptyque des septuajubilaires
Troisième Ode pour quatuor à cordes” jouant en 17es d’octave
(11168) Chaconne
per violino solo
(11177) Duel de capricares
Mobile per saxofono contralto e pianoforte
(11604) Rasche d’arc-en-ciel
per quartetto d’archi
(11605) Rasche d’arc-en-ciel
per quartetto d’archi
(11170) Suite du massacre des innocents
per orchestra di fiati e percussioni
(11171) Suite du massacre des innocents
per orchestra di fiati e percussioni
(11169) Zwei kleine spinnereien
per pianoforte
(11188) Reflets d’arc-en-ciel
per violino e pianoforte
(11440) Auguri, popoli!
per tromba, corno, trombone
(11441) Auguri, popoli!
per tromba, corno, trombone
(11388) Danseurs gnidiens cherchant la perle clementine ( Acquarius-memorial III)
per orchestra
(11389) Danseurs gnidiens cherchant la perle clementine ( Acquarius-memorial III)
per orchestra
(11528) Icare aux jardins du verseau
per pianoforte, percussione e sei gruppi di sei strumenti
(11529) Icare aux jardins du verseau
per pianoforte, percussione e sei gruppi di sei strumenti
(11620) Litanie du miel zenithal
per pianoforte
(11746) Ombre enlacees
per organo manualiter
(11894) Anneaux du soleil
per pianoforte
(11893) Eclipticare ou les periples
per uno, due o tre strumenti
(11892) Jardinet avec automates
per pianoforte o altro strumento a tastiera
(11859) Quatre berceuses
per voce sola o coro all’unisono su testi di Michel Butor
(11850) Suites studieuses
Seconda Suite in sette parti per tre strumenti o gruppi di strumenti
(11851) Suites studieuses
Seconda Suite in sette parti per tre strumenti o gruppi di strumenti
(12091) Sursauts
per violino (o viola), pianoforte e trombone
(12125) Aiguillages (AU CARREFOUR DES IMMORTELS)
per 16 musicisti
(12126) Aiguillages (AU CARREFOUR DES IMMORTELS)
per 16 musicisti
(12090) Automates dans leur jardinets
per due strumenti melodici
(14095) Arioso
Monodia per voce femminile su un testo di M. Butor
(12313) Contes et farandoles
per orchestra di studenti
(12314) Contes et farandoles
per orchestra di studenti
(12149) Les icare africans “Psaume tropé”
per tre voci bianche (o femminili), coro femminile ad libitum e orchestra
(12150) Les icare africans “Psaume tropé”
per tre voci bianche (o femminili), coro femminile ad libitum e orchestra
(12151) Les icare africans “Psaume tropé”
per tre voci bianche (o femminili), coro femminile ad libitum e orchestra
(12175) Les icare africans “Psaume tropé”
per tre voci bianche (o femminili), coro femminile ad libitum e orchestra
(12333) Litanie du miel des nuits hivernales
per viola e pianoforte
(14094) Rossignolade
“Micropéra” per voce femminile e clarinetto
(15836) Javanitas
per violino e trombone
(12332) Tables
per pianoforte
(12646) Il sogno di Leporello ( Parade 2)
per orchestra
(12647) Il sogno di Leporello ( Parade 2)
per orchestra
(12741) Petit mausolee ambulant pour honorer le nom de George Enesco
per violoncello e pianoforte
(12934) Huit petites geometries
per violino. Dicté par… n. 3
(12935) Huit petites geometries
per violino. Dicté par… n. 3
(12810) L’antre de la nymphe
per voce femminile e cinque strumenti. Testo di M. Butor
(12811) L’antre de la nymphe
per voce femminile e cinque strumenti. Testo di M. Butor
(12783) Minima sinfonia
per quartetto d’archi, con voce ad libitum
(12784) Minima sinfonia
per quartetto d’archi, con voce ad libitum
(13121) Paravent du vieux moine
“Mobile” per pianoforte
(13082) Auguri per i lustri futuri
per ensemble
(13083) Auguri per i lustri futuri
per ensemble
(12978) Depli et configuration de l’ombre
per arpeggione
(13329) Stele à la mémoire de Pierre Froidebise
per clarinetto basso
() Aquarius memorial.
Vedi LES LITANIES D’ICARE – LES FOUILLES DE JERUZONA – DANSEURS GNIDIENS CHERCHANT LA PERLE CLEMENTINE – ICARE AUX JARDINS DU VERSEAU
() Carres et triangles
per pianoforte (Vedere: Premier Carré magique – Litanie du
cristal des fleurs – Yin-yang [Carré magique II] – Troisième Carré magique [Le présent du son] –
Litanie du miel zénithal)
177 pubblicazioni in catalogo
Henri Pousseur nacque a Malmédy, in Belgio, il 23 giugno 1929. Fin dagli inizi dei suoi studi presso il conservatorio di Liegi (1947-52) fu membro di un gruppo di giovani compositori, denominato “Variations”, che gravitava attorno a Pierre Jean Marie Froidebise. Fu in questo contesto che conobbe la musica di Anton Webern e di altri compositori del Novecento. Nel 1951 incontrò Pierre Boulez, il quale diede a Pousseur degli impulsi determinanti per la comprensione del linguaggio armonico di Webern, di cui esplorò le tecniche in Trois chants sacrés (1951). Nel 1953 conobbe Karlheinz Stockhausen e rimase impressionato dai suoi Elektronische Studien I (1953), che gli sembrarono segnare l’inizio di una nuova epoca. Nei successivi cinque anni Pousseur incontrò altri esponenti della giovane avanguardia europea, tra cui Bruno Maderna e Luigi Nono, conosciuti a Darmstadt nel 1954, e Luciano Berio nel 1956.
In Prospection (1952-53), per tre pianoforti accordati a un sesto di tono di distanza, Pousseur cercò di sviluppare ulteriormente la tecnica della serialità integrale, intrapresa da Boules in Structure Ia (1951), ma incontrò difficoltà con la realizzazione strumentale. Nel 1954 fece la prima incursione nella musica elettronica con Seismogrammes, realizzato presso lo studio di Colonia. Nelle composizioni strumentali Symphonies à quinze solistes (1954-55) e Quintette à la mémoire d’Anton Webern (1955) Pousseur raggiunse una texture più ricca per mezzo di una tecnica “a gruppi” (analoga a quella che Stockhausen stava esplorando in quel periodo) e grazie all’utilizzo di considerazioni statistiche sia a livello compositivo che interpretativo. Queste riflessioni lo condussero verso la forma aperta, come emerge, ad esempio, in Scambi (1957) e Mobile (1957-58).
A metà degli anni Cinquanta Pousseur pubblicò numerosi scritti teorici, alcuni di natura analitica (focalizzati soprattutto su Webern), altri dedicati alla riflessione sulla propria estetica e sulle procedure compositive; nello stesso periodo fu invitato a insegnare in importanti centri della nuova musica, come Darmstadt, Colonia e Basilea. Poussseur niziò molto presto a riflettere su come scrivere musica aleatoria per ensemble composti da molti strumenti: Répons (1960) poneva delle tali difficoltà di assieme che richiese un centinaio di prove per renderne possibile l’esecuzione. Le difficoltà del pubblico nel seguire le interazioni dell’ensemble spinsero Pousseur ad aggiungere al pezzo una parabola dello scrittore francese Michel Butor, con l’obiettivo di rendere esplicite le scelte musicali e le conseguenze di queste. Con Rimes (1958-59), uno dei suoi primi lavori per strumenti e nastro magnetico, iniziò invece a sviluppare il concetto di “periodicità generalizzata”, secondo il quale diversi livelli strutturali di una forma musicale sono visti in analogia a forme d’onda periodiche o aperiodiche.
Con Electre (1960) e Trois visages de Liège (1961) Pousseur cercò di raggiungere una maggiore immediatezza comunicativa conducendo delle sperimentazioni con il testo parlato e con i ricchi potenziali semantici dei suoni elettronici. In questo modo fu vicino ad esaudire l’invito a riscoprire il potere rappresentativo della musica, rivolto da Butor ai compositori nel 1960 con il saggio La musique, art réaliste. Fu proprio con Butor che Pousseur collaborò per il suo progetto teatrale più importante degli anni Sessanta, ossia Votre Faust (1960-68): sul piano tanto letterario, quanto musicale, questa «fantaisie variable genre opéra» si alimentava di tutte le precedenti versioni del Faust, ponendo il problema dell’integrazione stilistica di materiali eterogenei. Pousseur sviluppò un sistema di trasformazioni armoniche, descritto nel saggio L’apothéose de Rameau (1968), il quale, basandosi su una «matrice universale», gli permetteva di porre in relazione elementi di linguaggio musicale che inizialmente potevano sembrare in opposizione. A livello drammaturgico, la seconda parte di Votre Faust prevede la moltiplicazione di scene alternative che offrono al pubblico la possibilità di intervenire nel corso del lavoro e di decidere come deve concludersi la vicenda.
In Couleurs croisées (1967), un lavoro commissionato a Pousseur dalla Koussevitzky Foundation, il linguaggio armonico è derivato dallo spiritual «We shall overcome» e procede dal cromatismo alla consonanza alternando delle trasformazioni che connettono monodia, omofonia, antifonia e polifonia. Con Mnémosyne I (1968) Pousseur recuperò invece la dimensione melodica, coronando così i suoi intenti di riappropriarsi della tradizione musicale. Dopo tre anni trascorsi ad insegnare negli USA (1966-68), Pousseur si stabilì a Liegi, dove iniziò a insegnare all’università e nel 1970 fondò il Centre de Recherches et de Formation Musicales de Wallonie (CRFMW), mettendo assieme uno studio di musica elettronica, l’Ensemble Musique Nouvelle e attività in educazione musicale. I suoi progetti pedagogici di maggior successo furono gradualmente inseriti nel corso di studi regolare del conservatorio, dove Pousseur organizzò un seminario di musica sperimentale per poi diventarvi professore di composizione (dal 1971) e quindi direttore (1975). Tra il 1985 e il 1987 fu direttore dell’Institut de Pédagogie Musicale (IPM) a Parigi e nel 1990 creò un programma di studi all’Università di Liegi che prevedeva l’insegnamento di musica pratica all’interno dei corsi di laurea.
Negli anni Settanta e Settanta la produzione di Pousseur fu chiaramente influenzata dai suoi ambiziosi progetti pedagogici. In questo spirito creò partiture indeterminate, come Ephémérides d’Icare II (1970), nelle quali l’improvvisazione collettiva è guidata da griglie multiparametriche, mentre le formule melodiche sono lasciate indefinite. L’impegno sociale e politico è invece presente in numerose composizioni, emergendo in alcuni casi nel contenuto del testo verbale, come in Crosses of Crossed Colors (1970) e L’invitation à l’utopie (1971), in altri casi a un livello più astratto, come in Modèle réduit (1975). Con il suo secondo lavoro di teatro musicale, Petrus Hebraicus (1973-74), commissionato dal Festival di Berlino per celebrare il centenario di Arnold Schönberg, Pousseur fece un decisivo passo verso altri mondi e prassi musicali, trattando gli stili musicali come punti di articolazione formale. In parallelo al libretto, in cui si incrociano differenti assi temporali, nella musica si fa allusione a un’ampia gamma di stili e generi musicali, dalla cantata barocca al melodramma espressionista, dal classicismo viennese a Igor Stravinskij a Kurt Weill.
L’esperienza pratica dei musicisti dilettanti è al centro di progetti come Chevelures du temps (1979) e La rose des voix (1982), in cui modelli desunti dal repertorio popolare o corale si intersecano tra di loro e interagiscono con effetti di rumore quotidiano prodotti dagli stessi cantanti o da un gruppo di tecnici del suono. In Les îles déchaînées (1980), composto in collaborazione con suo figlio Denis, tre gruppi strumentali conducono differenti “duelli”: un’orchestra sinfonica, un gruppo di musica elettronica sperimentale e un ensemble jazz. All’apice del suo interesse per il collage di materiali preesistenti, Pousseur rivisitò monumenti della storia della musica come le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach (in Nuits des nuits, 1975) e Dichterliebe di Robert Schumann (in Dichterliebesreigentraum, 1992-93); i materiali delle sue fonti sono organizzati in maniera tale da rivelare connessioni motiviche o strutturali che nell’opera originale erano nascoste o disgregate. Il principio caleidoscopico è presente sia qui, sia in lavori sfaccettati come Seconde apothéose de Rameau (1981), un riassunto esaustivo degli esperimenti armonici condotti da Pousseur fin dal 1960, oppure come Déclarations d’orages (1988-89), un ampio affresco in cui i contributi di diversi gruppi di esecutori sono intrecciati assieme in una maniera complessa.
Il lavoro nel contesto pedadogico e universitario indusse Pousseur a scrivere numerosi pezzi per un solo strumento e a iniziare a redigere un’opera sulla pedagogia strumentale, che comprendeva anche la musica da camera (Méthodicare , pubblicata nel 1988). Chiarezza e semplicità di struttura caratterizzano molte delle sue ultime composizioni, come Leçons d’enfer (1991) e Don Juan à Gnide (1996), nelle quali l’elemento visivo contribuisce in maniera significativa all’apprezzamento della forma. Nell’estate del 1994 Pousseur si ritirò a Waterloo per dedicarsi alla composizione, creando ancora diversi cicli musicali. Morì a Bruxelles il 6 marzo 2009.
Vai a tutti gli eventi >>>
(10090/lf) Proces du jeune chien adattamento francese di H. Pousseur e M. Butor di DIE ERPROBUNG DES PETRUS HEBRAICUS)
–
(9505) Missa brevis
per coro misto
(5454) Trois chants sacres
per soprano, violino, viola, violoncello su testi in latino
(6069) Trois chants sacres
per soprano, violino, viola, violoncello su testi in latino
(12062) Prospection (EN DEUX PHASES)
per 3 pianoforti a sesti di tono
(5428) Quintette a la memoire d’anton webern
per voce sola o coro all’unisono su testi di Michel Butor per violino, violoncello, clarinetto,
(5427) Quintette a la memoire d’anton webern
per voce sola o coro all’unisono su testi di Michel Butor per violino, violoncello, clarinetto,
(5591) Exercices pour piano, variations I
per pianoforte
(5541) Exercices pour piano. Impromptu variations II
per pianoforte
(5998) Scambi
Musica elettronica
(5518) Mobile
per due pianoforti
(5520) Rimes pour différentes sources sonores
per orchestra e nastro magnetico
(7399) Phonemes pour cathy
per voce sola da Paul Claudel
(6831) Couleurs croisees
per orchestra
(6832) Couleurs croisees
per orchestra
(7017) Mnemosyne I
Monodia per una voce sola o coro all’unisono o uno strumento
(7300) Crosses of crossed colors
per voce femminile amplificata, 2-5 pianoforti, 6 fonti sonore (2 radio, 2 registratori, 2 giradischi) su testi ispirati alla liberazione del popolo Negro e Indiano d’America
(7301) Crosses of crossed colors
per voce femminile amplificata, 2-5 pianoforti, 6 fonti sonore (2 radio, 2 registratori, 2 giradischi) su testi ispirati alla liberazione del popolo Negro e Indiano d’America
(7302) Icare apprenti
Preparativi ed esercizi di volo per un numero indeterminato di strumenti
(7303) Icare apprenti
Preparativi ed esercizi di volo per un numero indeterminato di strumenti
1-20 di 177
Henri Pousseur nacque a Malmédy, in Belgio, il 23 giugno 1929. Fin dagli inizi dei suoi studi presso il conservatorio di Liegi (1947-52) fu membro di un gruppo di giovani compositori, denominato “Variations”, che gravitava attorno a Pierre Jean Marie Froidebise. Fu in questo contesto che conobbe la musica di Anton Webern e di altri compositori del Novecento. Nel 1951 incontrò Pierre Boulez, il quale diede a Pousseur degli impulsi determinanti per la comprensione del linguaggio armonico di Webern, di cui esplorò le tecniche in Trois chants sacrés (1951). Nel 1953 conobbe Karlheinz Stockhausen e rimase impressionato dai suoi Elektronische Studien I (1953), che gli sembrarono segnare l’inizio di una nuova epoca. Nei successivi cinque anni Pousseur incontrò altri esponenti della giovane avanguardia europea, tra cui Bruno Maderna e Luigi Nono, conosciuti a Darmstadt nel 1954, e Luciano Berio nel 1956.
In Prospection (1952-53), per tre pianoforti accordati a un sesto di tono di distanza, Pousseur cercò di sviluppare ulteriormente la tecnica della serialità integrale, intrapresa da Boules in Structure Ia (1951), ma incontrò difficoltà con la realizzazione strumentale. Nel 1954 fece la prima incursione nella musica elettronica con Seismogrammes, realizzato presso lo studio di Colonia. Nelle composizioni strumentali Symphonies à quinze solistes (1954-55) e Quintette à la mémoire d’Anton Webern (1955) Pousseur raggiunse una texture più ricca per mezzo di una tecnica “a gruppi” (analoga a quella che Stockhausen stava esplorando in quel periodo) e grazie all’utilizzo di considerazioni statistiche sia a livello compositivo che interpretativo. Queste riflessioni lo condussero verso la forma aperta, come emerge, ad esempio, in Scambi (1957) e Mobile (1957-58).
A metà degli anni Cinquanta Pousseur pubblicò numerosi scritti teorici, alcuni di natura analitica (focalizzati soprattutto su Webern), altri dedicati alla riflessione sulla propria estetica e sulle procedure compositive; nello stesso periodo fu invitato a insegnare in importanti centri della nuova musica, come Darmstadt, Colonia e Basilea. Poussseur niziò molto presto a riflettere su come scrivere musica aleatoria per ensemble composti da molti strumenti: Répons (1960) poneva delle tali difficoltà di assieme che richiese un centinaio di prove per renderne possibile l’esecuzione. Le difficoltà del pubblico nel seguire le interazioni dell’ensemble spinsero Pousseur ad aggiungere al pezzo una parabola dello scrittore francese Michel Butor, con l’obiettivo di rendere esplicite le scelte musicali e le conseguenze di queste. Con Rimes (1958-59), uno dei suoi primi lavori per strumenti e nastro magnetico, iniziò invece a sviluppare il concetto di “periodicità generalizzata”, secondo il quale diversi livelli strutturali di una forma musicale sono visti in analogia a forme d’onda periodiche o aperiodiche.
Con Electre (1960) e Trois visages de Liège (1961) Pousseur cercò di raggiungere una maggiore immediatezza comunicativa conducendo delle sperimentazioni con il testo parlato e con i ricchi potenziali semantici dei suoni elettronici. In questo modo fu vicino ad esaudire l’invito a riscoprire il potere rappresentativo della musica, rivolto da Butor ai compositori nel 1960 con il saggio La musique, art réaliste. Fu proprio con Butor che Pousseur collaborò per il suo progetto teatrale più importante degli anni Sessanta, ossia Votre Faust (1960-68): sul piano tanto letterario, quanto musicale, questa «fantaisie variable genre opéra» si alimentava di tutte le precedenti versioni del Faust, ponendo il problema dell’integrazione stilistica di materiali eterogenei. Pousseur sviluppò un sistema di trasformazioni armoniche, descritto nel saggio L’apothéose de Rameau (1968), il quale, basandosi su una «matrice universale», gli permetteva di porre in relazione elementi di linguaggio musicale che inizialmente potevano sembrare in opposizione. A livello drammaturgico, la seconda parte di Votre Faust prevede la moltiplicazione di scene alternative che offrono al pubblico la possibilità di intervenire nel corso del lavoro e di decidere come deve concludersi la vicenda.
In Couleurs croisées (1967), un lavoro commissionato a Pousseur dalla Koussevitzky Foundation, il linguaggio armonico è derivato dallo spiritual «We shall overcome» e procede dal cromatismo alla consonanza alternando delle trasformazioni che connettono monodia, omofonia, antifonia e polifonia. Con Mnémosyne I (1968) Pousseur recuperò invece la dimensione melodica, coronando così i suoi intenti di riappropriarsi della tradizione musicale. Dopo tre anni trascorsi ad insegnare negli USA (1966-68), Pousseur si stabilì a Liegi, dove iniziò a insegnare all’università e nel 1970 fondò il Centre de Recherches et de Formation Musicales de Wallonie (CRFMW), mettendo assieme uno studio di musica elettronica, l’Ensemble Musique Nouvelle e attività in educazione musicale. I suoi progetti pedagogici di maggior successo furono gradualmente inseriti nel corso di studi regolare del conservatorio, dove Pousseur organizzò un seminario di musica sperimentale per poi diventarvi professore di composizione (dal 1971) e quindi direttore (1975). Tra il 1985 e il 1987 fu direttore dell’Institut de Pédagogie Musicale (IPM) a Parigi e nel 1990 creò un programma di studi all’Università di Liegi che prevedeva l’insegnamento di musica pratica all’interno dei corsi di laurea.
Negli anni Settanta e Settanta la produzione di Pousseur fu chiaramente influenzata dai suoi ambiziosi progetti pedagogici. In questo spirito creò partiture indeterminate, come Ephémérides d’Icare II (1970), nelle quali l’improvvisazione collettiva è guidata da griglie multiparametriche, mentre le formule melodiche sono lasciate indefinite. L’impegno sociale e politico è invece presente in numerose composizioni, emergendo in alcuni casi nel contenuto del testo verbale, come in Crosses of Crossed Colors (1970) e L’invitation à l’utopie (1971), in altri casi a un livello più astratto, come in Modèle réduit (1975). Con il suo secondo lavoro di teatro musicale, Petrus Hebraicus (1973-74), commissionato dal Festival di Berlino per celebrare il centenario di Arnold Schönberg, Pousseur fece un decisivo passo verso altri mondi e prassi musicali, trattando gli stili musicali come punti di articolazione formale. In parallelo al libretto, in cui si incrociano differenti assi temporali, nella musica si fa allusione a un’ampia gamma di stili e generi musicali, dalla cantata barocca al melodramma espressionista, dal classicismo viennese a Igor Stravinskij a Kurt Weill.
L’esperienza pratica dei musicisti dilettanti è al centro di progetti come Chevelures du temps (1979) e La rose des voix (1982), in cui modelli desunti dal repertorio popolare o corale si intersecano tra di loro e interagiscono con effetti di rumore quotidiano prodotti dagli stessi cantanti o da un gruppo di tecnici del suono. In Les îles déchaînées (1980), composto in collaborazione con suo figlio Denis, tre gruppi strumentali conducono differenti “duelli”: un’orchestra sinfonica, un gruppo di musica elettronica sperimentale e un ensemble jazz. All’apice del suo interesse per il collage di materiali preesistenti, Pousseur rivisitò monumenti della storia della musica come le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach (in Nuits des nuits, 1975) e Dichterliebe di Robert Schumann (in Dichterliebesreigentraum, 1992-93); i materiali delle sue fonti sono organizzati in maniera tale da rivelare connessioni motiviche o strutturali che nell’opera originale erano nascoste o disgregate. Il principio caleidoscopico è presente sia qui, sia in lavori sfaccettati come Seconde apothéose de Rameau (1981), un riassunto esaustivo degli esperimenti armonici condotti da Pousseur fin dal 1960, oppure come Déclarations d’orages (1988-89), un ampio affresco in cui i contributi di diversi gruppi di esecutori sono intrecciati assieme in una maniera complessa.
Il lavoro nel contesto pedadogico e universitario indusse Pousseur a scrivere numerosi pezzi per un solo strumento e a iniziare a redigere un’opera sulla pedagogia strumentale, che comprendeva anche la musica da camera (Méthodicare , pubblicata nel 1988). Chiarezza e semplicità di struttura caratterizzano molte delle sue ultime composizioni, come Leçons d’enfer (1991) e Don Juan à Gnide (1996), nelle quali l’elemento visivo contribuisce in maniera significativa all’apprezzamento della forma. Nell’estate del 1994 Pousseur si ritirò a Waterloo per dedicarsi alla composizione, creando ancora diversi cicli musicali. Morì a Bruxelles il 6 marzo 2009.
Vai a tutti gli eventi >>>
(10090/lf) Proces du jeune chien adattamento francese di H. Pousseur e M. Butor di DIE ERPROBUNG DES PETRUS HEBRAICUS)
–
(9505) Missa brevis
per coro misto
(5454) Trois chants sacres
per soprano, violino, viola, violoncello su testi in latino
(6069) Trois chants sacres
per soprano, violino, viola, violoncello su testi in latino
(12062) Prospection (EN DEUX PHASES)
per 3 pianoforti a sesti di tono
(5428) Quintette a la memoire d’anton webern
per voce sola o coro all’unisono su testi di Michel Butor per violino, violoncello, clarinetto,
(5427) Quintette a la memoire d’anton webern
per voce sola o coro all’unisono su testi di Michel Butor per violino, violoncello, clarinetto,
(5591) Exercices pour piano, variations I
per pianoforte
(5541) Exercices pour piano. Impromptu variations II
per pianoforte
(5998) Scambi
Musica elettronica
(5518) Mobile
per due pianoforti
(5520) Rimes pour différentes sources sonores
per orchestra e nastro magnetico
(7399) Phonemes pour cathy
per voce sola da Paul Claudel
(6831) Couleurs croisees
per orchestra
(6832) Couleurs croisees
per orchestra
(7017) Mnemosyne I
Monodia per una voce sola o coro all’unisono o uno strumento
(7300) Crosses of crossed colors
per voce femminile amplificata, 2-5 pianoforti, 6 fonti sonore (2 radio, 2 registratori, 2 giradischi) su testi ispirati alla liberazione del popolo Negro e Indiano d’America
(7301) Crosses of crossed colors
per voce femminile amplificata, 2-5 pianoforti, 6 fonti sonore (2 radio, 2 registratori, 2 giradischi) su testi ispirati alla liberazione del popolo Negro e Indiano d’America
(7302) Icare apprenti
Preparativi ed esercizi di volo per un numero indeterminato di strumenti
(7303) Icare apprenti
Preparativi ed esercizi di volo per un numero indeterminato di strumenti
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