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Sgambati, Giovanni
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Giovanni Sgambati nasce a Roma il 28 maggio 1843 da padre romano e madre inglese, figlia dello scultore Joseph Gott. Notando la passione del piccolo Sgambati per la musica i genitori ne assecondano il desiderio   di portare avanti lo studio del pianoforte, anche dopo la morte prematura del padre avvenuta nel 1849. Trasferitosi a Trevi con la madre, che si risposa in seconde nozze, approfondisce gli studi della teoria musicale con Tiberio Natalucci. Nel 1860 rientra a Roma per studiare all’Accademia di S. Cecilia e viene seguito per il contrappunto dal Maestro di cappella di S. Maria Maggiore, Giovanni Aldega. A soli tredici anni ottiene il diploma dell’Accademia e diviene famoso a Roma per le sue doti di esecutore al pianoforte, tanto da essere invitato alle mattine musicali organizzate da Tullio Ramacciotti in Via del Vantaggio a Roma. In una di queste occasioni conosce Franz Liszt, che vede nel giovane pianista un possibile diffusore delle sue complesse composizioni. I due stringono un vero rapporto di amicizia tanto che Liszt lo invita a seguirlo a Monaco nel 1869, dove gli presenta Anton Rubinstein e lo incarica di dirigere la Sinfonia Dante in occasione dell’inaugurazione della sala Dante di Roma, l’immenso salone di palazzo Poli allestito da Romualdo Gentilucci per esporre le ventisette enormi tele da lui commissionate ad artisti diversi su soggetti danteschi di Filippo Bigioli. Sempre grazie a Liszt, Sgamabati conosce Richard Wagner a Roma nel 1876 presso la dimora dell’ambasciatore tedesco von Kaudell in un concerto con programma di musiche di Sgambati. Convinto delle doti del giovane musicista romano, Wagner lo raccomanda a Schott di Magonza che ne diviene l’editore ufficiale. A Roma Sgambati diviene vero e proprio animatore della vita musicale cittadina, incentrata sino ad allora sul repertorio operistico. Nel 1867, insieme a Ettore Pinelli, Ferdinando Forino e Tullio Ramacciotti fonda la Società del quartetto che confluirà più tardi, nel 1874 nella Società orchestrale romana, impegnata nella diffusione della musica sinfonica. A Roma nasce e si sviluppa così un centro di promozione della musica strumentale europea contemporanea e non attraverso l’esecuzione di opere di BeethovenHaydn e Mozart, oltre che Liszt e Wagner. Parallelamente Sgambati porta avanti il suo progetto didattico che si realizza in un primo tempo nella formazione di alcune classi per studenti disagiati economicamente ma dotati di talento musicale presso la Pontificia Accademia di S. Cecilia in via di Ripetta, e in un secondo tempo nella fondazione, insieme a Ettore Pinelli, Alessandro Orsini, Ferdinando Forino e Vedasto Vecchietti, del Liceo musicale di S. Cecilia, l’attuale conservatorio romano. Il 27 marzo 1881 sono eseguiti al Quirinale dinanzi al re Umberto I e alla regina Margherita di Savoia il suo Concerto in sol minore per pianoforte e orchestra e la Sinfonia n. 1. Tra il 1881 e il 1900 assume l’incarico di direttore della Società del Quintetto, attiva nella diffusione della musica romantica tedesca. Nel 1893 viene nominato direttore della Società Filarmonica Romana e nel 1901 dirige al Pantheon la Messa da Requiem per i funerali di re Umberto I. Giovanni Sgambati, insieme a Giuseppe Martucci, Marco Enrico Bossi e Leone Sinigaglia, è considerato un importante vettore della musica strumentale romantica europea in Italia, in quegli anni adombrata dalla larga diffusione del melodramma, e promotore attivio di questo tipo di repertorio attraverso la composizione di sinfonie, musica da camera e musica religiosa. All’interno del repertorio per pianoforte si annoverano, oltre al Concerto, anche i Fogli volanti op. 8, una Suite op. 16 e i Sei pezzi lirici op. 18.

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Giovanni Sgambati nasce a Roma il 28 maggio 1843 da padre romano e madre inglese, figlia dello scultore Joseph Gott. Notando la passione del piccolo Sgambati per la musica i genitori ne assecondano il desiderio   di portare avanti lo studio del pianoforte, anche dopo la morte prematura del padre avvenuta nel 1849. Trasferitosi a Trevi con la madre, che si risposa in seconde nozze, approfondisce gli studi della teoria musicale con Tiberio Natalucci. Nel 1860 rientra a Roma per studiare all’Accademia di S. Cecilia e viene seguito per il contrappunto dal Maestro di cappella di S. Maria Maggiore, Giovanni Aldega. A soli tredici anni ottiene il diploma dell’Accademia e diviene famoso a Roma per le sue doti di esecutore al pianoforte, tanto da essere invitato alle mattine musicali organizzate da Tullio Ramacciotti in Via del Vantaggio a Roma. In una di queste occasioni conosce Franz Liszt, che vede nel giovane pianista un possibile diffusore delle sue complesse composizioni. I due stringono un vero rapporto di amicizia tanto che Liszt lo invita a seguirlo a Monaco nel 1869, dove gli presenta Anton Rubinstein e lo incarica di dirigere la Sinfonia Dante in occasione dell’inaugurazione della sala Dante di Roma, l’immenso salone di palazzo Poli allestito da Romualdo Gentilucci per esporre le ventisette enormi tele da lui commissionate ad artisti diversi su soggetti danteschi di Filippo Bigioli. Sempre grazie a Liszt, Sgamabati conosce Richard Wagner a Roma nel 1876 presso la dimora dell’ambasciatore tedesco von Kaudell in un concerto con programma di musiche di Sgambati. Convinto delle doti del giovane musicista romano, Wagner lo raccomanda a Schott di Magonza che ne diviene l’editore ufficiale. A Roma Sgambati diviene vero e proprio animatore della vita musicale cittadina, incentrata sino ad allora sul repertorio operistico. Nel 1867, insieme a Ettore Pinelli, Ferdinando Forino e Tullio Ramacciotti fonda la Società del quartetto che confluirà più tardi, nel 1874 nella Società orchestrale romana, impegnata nella diffusione della musica sinfonica. A Roma nasce e si sviluppa così un centro di promozione della musica strumentale europea contemporanea e non attraverso l’esecuzione di opere di BeethovenHaydn e Mozart, oltre che Liszt e Wagner. Parallelamente Sgambati porta avanti il suo progetto didattico che si realizza in un primo tempo nella formazione di alcune classi per studenti disagiati economicamente ma dotati di talento musicale presso la Pontificia Accademia di S. Cecilia in via di Ripetta, e in un secondo tempo nella fondazione, insieme a Ettore Pinelli, Alessandro Orsini, Ferdinando Forino e Vedasto Vecchietti, del Liceo musicale di S. Cecilia, l’attuale conservatorio romano. Il 27 marzo 1881 sono eseguiti al Quirinale dinanzi al re Umberto I e alla regina Margherita di Savoia il suo Concerto in sol minore per pianoforte e orchestra e la Sinfonia n. 1. Tra il 1881 e il 1900 assume l’incarico di direttore della Società del Quintetto, attiva nella diffusione della musica romantica tedesca. Nel 1893 viene nominato direttore della Società Filarmonica Romana e nel 1901 dirige al Pantheon la Messa da Requiem per i funerali di re Umberto I. Giovanni Sgambati, insieme a Giuseppe Martucci, Marco Enrico Bossi e Leone Sinigaglia, è considerato un importante vettore della musica strumentale romantica europea in Italia, in quegli anni adombrata dalla larga diffusione del melodramma, e promotore attivio di questo tipo di repertorio attraverso la composizione di sinfonie, musica da camera e musica religiosa. All’interno del repertorio per pianoforte si annoverano, oltre al Concerto, anche i Fogli volanti op. 8, una Suite op. 16 e i Sei pezzi lirici op. 18.

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Giovanni Sgambati nasce a Roma il 28 maggio 1843 da padre romano e madre inglese, figlia dello scultore Joseph Gott. Notando la passione del piccolo Sgambati per la musica i genitori ne assecondano il desiderio   di portare avanti lo studio del pianoforte, anche dopo la morte prematura del padre avvenuta nel 1849. Trasferitosi a Trevi con la madre, che si risposa in seconde nozze, approfondisce gli studi della teoria musicale con Tiberio Natalucci. Nel 1860 rientra a Roma per studiare all’Accademia di S. Cecilia e viene seguito per il contrappunto dal Maestro di cappella di S. Maria Maggiore, Giovanni Aldega. A soli tredici anni ottiene il diploma dell’Accademia e diviene famoso a Roma per le sue doti di esecutore al pianoforte, tanto da essere invitato alle mattine musicali organizzate da Tullio Ramacciotti in Via del Vantaggio a Roma. In una di queste occasioni conosce Franz Liszt, che vede nel giovane pianista un possibile diffusore delle sue complesse composizioni. I due stringono un vero rapporto di amicizia tanto che Liszt lo invita a seguirlo a Monaco nel 1869, dove gli presenta Anton Rubinstein e lo incarica di dirigere la Sinfonia Dante in occasione dell’inaugurazione della sala Dante di Roma, l’immenso salone di palazzo Poli allestito da Romualdo Gentilucci per esporre le ventisette enormi tele da lui commissionate ad artisti diversi su soggetti danteschi di Filippo Bigioli. Sempre grazie a Liszt, Sgamabati conosce Richard Wagner a Roma nel 1876 presso la dimora dell’ambasciatore tedesco von Kaudell in un concerto con programma di musiche di Sgambati. Convinto delle doti del giovane musicista romano, Wagner lo raccomanda a Schott di Magonza che ne diviene l’editore ufficiale. A Roma Sgambati diviene vero e proprio animatore della vita musicale cittadina, incentrata sino ad allora sul repertorio operistico. Nel 1867, insieme a Ettore Pinelli, Ferdinando Forino e Tullio Ramacciotti fonda la Società del quartetto che confluirà più tardi, nel 1874 nella Società orchestrale romana, impegnata nella diffusione della musica sinfonica. A Roma nasce e si sviluppa così un centro di promozione della musica strumentale europea contemporanea e non attraverso l’esecuzione di opere di BeethovenHaydn e Mozart, oltre che Liszt e Wagner. Parallelamente Sgambati porta avanti il suo progetto didattico che si realizza in un primo tempo nella formazione di alcune classi per studenti disagiati economicamente ma dotati di talento musicale presso la Pontificia Accademia di S. Cecilia in via di Ripetta, e in un secondo tempo nella fondazione, insieme a Ettore Pinelli, Alessandro Orsini, Ferdinando Forino e Vedasto Vecchietti, del Liceo musicale di S. Cecilia, l’attuale conservatorio romano. Il 27 marzo 1881 sono eseguiti al Quirinale dinanzi al re Umberto I e alla regina Margherita di Savoia il suo Concerto in sol minore per pianoforte e orchestra e la Sinfonia n. 1. Tra il 1881 e il 1900 assume l’incarico di direttore della Società del Quintetto, attiva nella diffusione della musica romantica tedesca. Nel 1893 viene nominato direttore della Società Filarmonica Romana e nel 1901 dirige al Pantheon la Messa da Requiem per i funerali di re Umberto I. Giovanni Sgambati, insieme a Giuseppe Martucci, Marco Enrico Bossi e Leone Sinigaglia, è considerato un importante vettore della musica strumentale romantica europea in Italia, in quegli anni adombrata dalla larga diffusione del melodramma, e promotore attivio di questo tipo di repertorio attraverso la composizione di sinfonie, musica da camera e musica religiosa. All’interno del repertorio per pianoforte si annoverano, oltre al Concerto, anche i Fogli volanti op. 8, una Suite op. 16 e i Sei pezzi lirici op. 18.

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