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Vandor, Ivan
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Nasce a Pécs in Ungheria il 13 ottobre 1932. Si trasferisce in Italia nel 1938 ed inizia lo studio del violino e due anni più tardi quello del pianoforte e della composizione. Dai sedici ai vent’anni è uno dei più stimati sassofonisti di jazz in Italia. Riprende quindi lo studio della composizione, dapprima con Guido Turchi, e successivamente al Conservatorio di Santa Cecilia, a Roma, con Goffredo Petrassi. Diplomatosi nel 1959, si reca a Parigi dove studia con Max Deutsch, l’allievo di Schönberg. Ritornato a Roma, segue il corso di perfezionamento di Petrassi all’Accademia di Santa Cecilia, dove si diploma nel 1962. Lo stesso anno vince il 1° Premio (sezione musica da camera) del Concorso Internazionale di Composizione della Società Italiana di Musica Contemporanea con Quartetto per archi. Due anni dopo, allo stesso concorso, viene segnalata la sua composizione Canti Sacri (1° premio Ligeti, 2° premio Kagel). Intanto, l’anno precedente, i Moti per orchestra ottenevano il 2° Premio (il 1° Premio non assegnato) al Concorso Internazionale dell’AIDEM (Associazione Italiana per l’Educazione Musicale). E’ quindi membro dei gruppi d’improvvisazione “Nuova Consonanza” e “Musica Elettronica Viva”. Con quest’ultimo effettua numerose tournées e registrazioni in Europa. Nel 1969, dopo essersi trasferito negli Stati Uniti, vince il Premio Taormina con Dance Music per orchestra.

Nel 1970 si laurea in Etnomusicologia all’Università di California di Los Angeles (UCLA) ed intraprende una ricerca sulla musica del Buddismo tibetano presso le comunità monastiche rifugiate nel Nepal e nell’India del Nord, ricerca i cui risultati verranno condensati nel suo libro La Musique du Bouddhisme tibétain(Buchet/Chastel, Paris, 1976, tradotto in tedesco per Heinrichshofen Verlagdue anni dopo). Dal 1974 al 1983 è vice-direttore prima, poi direttore, dell’International Institute for Comparative Music Studies di Berlino (Ovest). Nel 1983 rientra in Italia per insegnare composizione al Conservatorio di Musica di Bologna e poi al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma.

Ha scritto numerosi articoli, è stato vice-presidente della Società Italiana di Etnomusicologia, Visiting Professor alla University of Michigan, Ann Arbor, e le sue composizioni sono state e sono eseguite in numerosi festival, stagioni concertistiche e trasmesse sulle stazioni radio nazionali ed internazionali.

 

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Nasce a Pécs in Ungheria il 13 ottobre 1932. Si trasferisce in Italia nel 1938 ed inizia lo studio del violino e due anni più tardi quello del pianoforte e della composizione. Dai sedici ai vent’anni è uno dei più stimati sassofonisti di jazz in Italia. Riprende quindi lo studio della composizione, dapprima con Guido Turchi, e successivamente al Conservatorio di Santa Cecilia, a Roma, con Goffredo Petrassi. Diplomatosi nel 1959, si reca a Parigi dove studia con Max Deutsch, l’allievo di Schönberg. Ritornato a Roma, segue il corso di perfezionamento di Petrassi all’Accademia di Santa Cecilia, dove si diploma nel 1962. Lo stesso anno vince il 1° Premio (sezione musica da camera) del Concorso Internazionale di Composizione della Società Italiana di Musica Contemporanea con Quartetto per archi. Due anni dopo, allo stesso concorso, viene segnalata la sua composizione Canti Sacri (1° premio Ligeti, 2° premio Kagel). Intanto, l’anno precedente, i Moti per orchestra ottenevano il 2° Premio (il 1° Premio non assegnato) al Concorso Internazionale dell’AIDEM (Associazione Italiana per l’Educazione Musicale). E’ quindi membro dei gruppi d’improvvisazione “Nuova Consonanza” e “Musica Elettronica Viva”. Con quest’ultimo effettua numerose tournées e registrazioni in Europa. Nel 1969, dopo essersi trasferito negli Stati Uniti, vince il Premio Taormina con Dance Music per orchestra.

Nel 1970 si laurea in Etnomusicologia all’Università di California di Los Angeles (UCLA) ed intraprende una ricerca sulla musica del Buddismo tibetano presso le comunità monastiche rifugiate nel Nepal e nell’India del Nord, ricerca i cui risultati verranno condensati nel suo libro La Musique du Bouddhisme tibétain(Buchet/Chastel, Paris, 1976, tradotto in tedesco per Heinrichshofen Verlagdue anni dopo). Dal 1974 al 1983 è vice-direttore prima, poi direttore, dell’International Institute for Comparative Music Studies di Berlino (Ovest). Nel 1983 rientra in Italia per insegnare composizione al Conservatorio di Musica di Bologna e poi al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma.

Ha scritto numerosi articoli, è stato vice-presidente della Società Italiana di Etnomusicologia, Visiting Professor alla University of Michigan, Ann Arbor, e le sue composizioni sono state e sono eseguite in numerosi festival, stagioni concertistiche e trasmesse sulle stazioni radio nazionali ed internazionali.

 

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Nel 1970 si laurea in Etnomusicologia all’Università di California di Los Angeles (UCLA) ed intraprende una ricerca sulla musica del Buddismo tibetano presso le comunità monastiche rifugiate nel Nepal e nell’India del Nord, ricerca i cui risultati verranno condensati nel suo libro La Musique du Bouddhisme tibétain(Buchet/Chastel, Paris, 1976, tradotto in tedesco per Heinrichshofen Verlagdue anni dopo). Dal 1974 al 1983 è vice-direttore prima, poi direttore, dell’International Institute for Comparative Music Studies di Berlino (Ovest). Nel 1983 rientra in Italia per insegnare composizione al Conservatorio di Musica di Bologna e poi al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma.

Ha scritto numerosi articoli, è stato vice-presidente della Società Italiana di Etnomusicologia, Visiting Professor alla University of Michigan, Ann Arbor, e le sue composizioni sono state e sono eseguite in numerosi festival, stagioni concertistiche e trasmesse sulle stazioni radio nazionali ed internazionali.

 

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