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Zanon, Sante
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Sante Zanon nasce a Fonte (Treviso) il 2 febbraio 1899.

Rimasto orfano ancora bambino, viene istruito ed educato dallo zio arciprete di Spinea. Qui, dove a 9 anni scrive la sua prima Messa, viene scoperto il suo precoce talento musicale dal M° Giarda che lo presenta al M° Francesco de Guarnieri, insegnante di composizione presso il Liceo musicale “Benedetto Marcello” di Venezia. Scrive il M° de Guarnieri: “Caro Giarda, ho sentito la musica di Zanon e, quantunque si tratti di pezzi brevi, mi sono fatto la convinzione che hai visto giusto e che si tratta di una vera natura musicale. Ti ringrazio di avermelo proposto come discepolo. Sarà una delle poche lezioni che darò con vero piacere”.

Studia quindi composizione presso il liceo musicale di Venezia con il M° Francesco de Guarnieri e nel 1921 si diploma in composizione a Bologna. Nel 1924 consegue il diploma di canto corale presso il Conservatorio di Venezia. Negli anni tra il 1933 e il 1938 frequenta i corsi di alta composizione tenuti da Gian Francesco Malipiero. Notevole importanza nella formazione musicale di Sante Zanon ebbe l’incontro con l’illustre Maestro. Dalla corrispondenza infatti tenuta in quegli anni con Zanon si nota l’interesse vivo e la stima che il Maestro nutriva nei riguardi dell’allievo, con giudizi lusinghieri su lavori eseguiti, suggerimenti e consigli per nuovi lavori e solleciti inviti a non mancare alle sue lezioni.

In un articolo apparso nel Gazzettino del 7 marzo 1965 Malipiero scrive: “Fu un amico trevigiano, Carlo Dozzo, che trascinò al mio corso il concittadino Sante Zanon, il quale vi si presentava con alcune eccellenti opere corali religiose e con alcuni non felici zibaldoni melodrammatici. Egli accettò di buon grado le mie osservazioni e i miei consigli e, completamente rimesso a nuovo, esordiva egregiamente con alcuni pezzi per pianoforte e con un quartetto che riuscii a far pubblicare”. Anche Massimo Bontempelli, che seguiva le lezioni di Malipiero come uditore, nell’articolo dell’agosto 1938 La Scuola di Malipiero scrive: “Sono state esaminate musiche corali di Sante Zanon, temperamento mistico, portato soprattutto allo stile contrappuntistico corale. Quest’anno a scuola abbiamo lungamente esaminato il suo mistero “Santa Caterina da Siena”, lavoro che Malipiero considera di grande importanza per il continuo senso di poesia che lo pervade e per la vigile sensibilità armonica che assorbe la contrappuntistica”.

Fino al 1939 il Maestro Zanon svolge fervida attività a Treviso come compositore, direttore di coro e d’orchestra. È maestro di canto corale nelle scuole elementari e nel contempo istruisce gli insegnanti elementari nella stessa disciplina. Partecipa come autore e direttore d’orchestra all’allestimento di “feste scolastiche”, musica favole, commedie, operette e un gran numero di canzoni (spesso premiate) in occasione di festività varie. I complessi dei suoi piccoli cantori raggiungono talora il numero di 1.000. Riceve numerosi premi e sono sempre lusinghieri i riconoscimenti della critica. È insegnante di composizione e canto corale presso il Liceo musicale “Manzato” di Treviso e dirige molti concerti di musica polifonica del ‘500 e del ‘700 italiano. Rivede e armonizza il Canzoniere del ‘700.

Forma un coro a Treviso per il quale scrive canzoni e armonizza canti popolari della Marca trevigiana, canti di guerra e canti patriottici. Il repertorio comprende inoltre cori della letteratura classica. Grazie al livello artistico delle sue esecuzioni corali gli viene conferito nel 1929 a Roma il primo premio nazionale e ottiene numerosi altri primi premi nazionali e regionali. Sue canzoni e armonizzazioni vengono incise (Canti strapaesani) e vincono il 2° premio nazionale nel concorso di Venezia (1935). È di questo periodo la felice collaborazione fra il pittore Cancian, lo scrittore Mazzotti e Sante Zanon nella ricerca, trascrizione, stesura e illustrazione dì antiche canzoni trevigiane che vengono pubblicate nel volume“Canti popolari della Marca trevigiana”, Zoppelli, 1935, con incisione fonografica, riedito recentemente.

Compone opere sinfoniche, messe, oratori, mottetti, studi per concerto, cantate, musica da camera. Un suo quartetto riceve il primo premio nel concorso nazionale del 1937 a Verona; compone melodrammi e sacre rappresentazioni: Santa Caterina da Siena del 1939 viene definita dal M° Gavazzeni “tra i migliori lavori usciti dal teatro italiano in questi ultimi tempi”.

Nel 1938 gli viene conferita per “chiara fama” la cattedra di composizione e canto corale al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia. Contemporaneamente, su indicazione del M° Malipiero, viene nominato Maestro stabile del Coro del Gran Teatro “La Fenice”; terrà questi due incarichi per 25 anni, fino alla morte.

Il passaggio a Venezia lo porta d’un balzo a contatto con musicisti e artisti di fama internazionale. La sua maestria quale direttore del coro gli ottiene l’elogio e il riconoscimento di molti compositori (tra i quali Stravinskij) e dei più illustri direttori d’orchestra, e vasto riconoscimento all’estero. Le sue opere vengono eseguite con lusinghiero successo di critica e di pubblico durante le stagioni d’opera e di concerti al Gran Teatro “La Fenice” e in occasione di festivals e rassegne nazionali e di musica contemporanea, all’estero e in trasmissioni radiofoniche. Ricordiamo: il Cantico di Santo Francesco, gli Idilli paesani, La Matrona di Efeso, Sequenza, La Decapitazione di Nicolò di Toldo, Tre Tempi mistici, Canti Asolani, Catulli Veronensis Carmina, Momenti di Polifonia gregoriana, Canti Leopardiani, Ricercare toccata e fuga, Concerto per pianoforte e orchestra.

È nominato fiduciario dell’Accademia di musica contemporanea e accademico dei Lincei. Dopo la morte del M° Veneziani, La Scala di Milano lo invita insistentemente ad assumere la direzione di quel coro. Lo stesso fanno il San Carlo di Napoli e la RAI di Torino; ma Zanon ama troppo la serenità della sua città di adozione, dove si è creato un cenacolo di amici e artisti a Santo Stefano, punto di convergenza tra casa, Conservatorio e teatro. Rifiuta pure inviti all’estero, come la presidenza della scuola di direzione corale di San Francisco (U.S.A.) con l’offerta di intitolare detta scuola con il proprio nome.

Nel 1963 non può presenziare all’esecuzione esemplare del coro da lui istruito per il Guglielmo Tell, per essere sottoposto a un grave intervento chirurgico. Ritornerà per l’esecuzione della Gerusalemme che ottiene critiche entusiastiche tra le quali riportiamo quella di Mario Messinis: “E fu forse il suo raggiungimento più alto. Non ci era mai accaduto di sentire un insieme corale accendersi di simili cupi riflessi drammatici, e sciogliersi in impasti tenui e sospesi ove si dispiegava la reale maestria dell’arte di Zanon, il quale mirava alla bellezza degli amalgami timbrici e alla costante animazione espressiva. La stampa, convenuta da tutta Italia, gli diede i più significativi riconoscimenti. Ma doveva essere il suo estremo messaggio”. (Gazzettino, 30-9-1965).

Muore a Venezia il 29 gennaio del 1965, dopo aver appena concluso il suo ultimo lavoro teatrale in forma di sacra rappresentazione, San Francesco.

 

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3 pubblicazioni in catalogo

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Sante Zanon nasce a Fonte (Treviso) il 2 febbraio 1899.

Rimasto orfano ancora bambino, viene istruito ed educato dallo zio arciprete di Spinea. Qui, dove a 9 anni scrive la sua prima Messa, viene scoperto il suo precoce talento musicale dal M° Giarda che lo presenta al M° Francesco de Guarnieri, insegnante di composizione presso il Liceo musicale “Benedetto Marcello” di Venezia. Scrive il M° de Guarnieri: “Caro Giarda, ho sentito la musica di Zanon e, quantunque si tratti di pezzi brevi, mi sono fatto la convinzione che hai visto giusto e che si tratta di una vera natura musicale. Ti ringrazio di avermelo proposto come discepolo. Sarà una delle poche lezioni che darò con vero piacere”.

Studia quindi composizione presso il liceo musicale di Venezia con il M° Francesco de Guarnieri e nel 1921 si diploma in composizione a Bologna. Nel 1924 consegue il diploma di canto corale presso il Conservatorio di Venezia. Negli anni tra il 1933 e il 1938 frequenta i corsi di alta composizione tenuti da Gian Francesco Malipiero. Notevole importanza nella formazione musicale di Sante Zanon ebbe l’incontro con l’illustre Maestro. Dalla corrispondenza infatti tenuta in quegli anni con Zanon si nota l’interesse vivo e la stima che il Maestro nutriva nei riguardi dell’allievo, con giudizi lusinghieri su lavori eseguiti, suggerimenti e consigli per nuovi lavori e solleciti inviti a non mancare alle sue lezioni.

In un articolo apparso nel Gazzettino del 7 marzo 1965 Malipiero scrive: “Fu un amico trevigiano, Carlo Dozzo, che trascinò al mio corso il concittadino Sante Zanon, il quale vi si presentava con alcune eccellenti opere corali religiose e con alcuni non felici zibaldoni melodrammatici. Egli accettò di buon grado le mie osservazioni e i miei consigli e, completamente rimesso a nuovo, esordiva egregiamente con alcuni pezzi per pianoforte e con un quartetto che riuscii a far pubblicare”. Anche Massimo Bontempelli, che seguiva le lezioni di Malipiero come uditore, nell’articolo dell’agosto 1938 La Scuola di Malipiero scrive: “Sono state esaminate musiche corali di Sante Zanon, temperamento mistico, portato soprattutto allo stile contrappuntistico corale. Quest’anno a scuola abbiamo lungamente esaminato il suo mistero “Santa Caterina da Siena”, lavoro che Malipiero considera di grande importanza per il continuo senso di poesia che lo pervade e per la vigile sensibilità armonica che assorbe la contrappuntistica”.

Fino al 1939 il Maestro Zanon svolge fervida attività a Treviso come compositore, direttore di coro e d’orchestra. È maestro di canto corale nelle scuole elementari e nel contempo istruisce gli insegnanti elementari nella stessa disciplina. Partecipa come autore e direttore d’orchestra all’allestimento di “feste scolastiche”, musica favole, commedie, operette e un gran numero di canzoni (spesso premiate) in occasione di festività varie. I complessi dei suoi piccoli cantori raggiungono talora il numero di 1.000. Riceve numerosi premi e sono sempre lusinghieri i riconoscimenti della critica. È insegnante di composizione e canto corale presso il Liceo musicale “Manzato” di Treviso e dirige molti concerti di musica polifonica del ‘500 e del ‘700 italiano. Rivede e armonizza il Canzoniere del ‘700.

Forma un coro a Treviso per il quale scrive canzoni e armonizza canti popolari della Marca trevigiana, canti di guerra e canti patriottici. Il repertorio comprende inoltre cori della letteratura classica. Grazie al livello artistico delle sue esecuzioni corali gli viene conferito nel 1929 a Roma il primo premio nazionale e ottiene numerosi altri primi premi nazionali e regionali. Sue canzoni e armonizzazioni vengono incise (Canti strapaesani) e vincono il 2° premio nazionale nel concorso di Venezia (1935). È di questo periodo la felice collaborazione fra il pittore Cancian, lo scrittore Mazzotti e Sante Zanon nella ricerca, trascrizione, stesura e illustrazione dì antiche canzoni trevigiane che vengono pubblicate nel volume“Canti popolari della Marca trevigiana”, Zoppelli, 1935, con incisione fonografica, riedito recentemente.

Compone opere sinfoniche, messe, oratori, mottetti, studi per concerto, cantate, musica da camera. Un suo quartetto riceve il primo premio nel concorso nazionale del 1937 a Verona; compone melodrammi e sacre rappresentazioni: Santa Caterina da Siena del 1939 viene definita dal M° Gavazzeni “tra i migliori lavori usciti dal teatro italiano in questi ultimi tempi”.

Nel 1938 gli viene conferita per “chiara fama” la cattedra di composizione e canto corale al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia. Contemporaneamente, su indicazione del M° Malipiero, viene nominato Maestro stabile del Coro del Gran Teatro “La Fenice”; terrà questi due incarichi per 25 anni, fino alla morte.

Il passaggio a Venezia lo porta d’un balzo a contatto con musicisti e artisti di fama internazionale. La sua maestria quale direttore del coro gli ottiene l’elogio e il riconoscimento di molti compositori (tra i quali Stravinskij) e dei più illustri direttori d’orchestra, e vasto riconoscimento all’estero. Le sue opere vengono eseguite con lusinghiero successo di critica e di pubblico durante le stagioni d’opera e di concerti al Gran Teatro “La Fenice” e in occasione di festivals e rassegne nazionali e di musica contemporanea, all’estero e in trasmissioni radiofoniche. Ricordiamo: il Cantico di Santo Francesco, gli Idilli paesani, La Matrona di Efeso, Sequenza, La Decapitazione di Nicolò di Toldo, Tre Tempi mistici, Canti Asolani, Catulli Veronensis Carmina, Momenti di Polifonia gregoriana, Canti Leopardiani, Ricercare toccata e fuga, Concerto per pianoforte e orchestra.

È nominato fiduciario dell’Accademia di musica contemporanea e accademico dei Lincei. Dopo la morte del M° Veneziani, La Scala di Milano lo invita insistentemente ad assumere la direzione di quel coro. Lo stesso fanno il San Carlo di Napoli e la RAI di Torino; ma Zanon ama troppo la serenità della sua città di adozione, dove si è creato un cenacolo di amici e artisti a Santo Stefano, punto di convergenza tra casa, Conservatorio e teatro. Rifiuta pure inviti all’estero, come la presidenza della scuola di direzione corale di San Francisco (U.S.A.) con l’offerta di intitolare detta scuola con il proprio nome.

Nel 1963 non può presenziare all’esecuzione esemplare del coro da lui istruito per il Guglielmo Tell, per essere sottoposto a un grave intervento chirurgico. Ritornerà per l’esecuzione della Gerusalemme che ottiene critiche entusiastiche tra le quali riportiamo quella di Mario Messinis: “E fu forse il suo raggiungimento più alto. Non ci era mai accaduto di sentire un insieme corale accendersi di simili cupi riflessi drammatici, e sciogliersi in impasti tenui e sospesi ove si dispiegava la reale maestria dell’arte di Zanon, il quale mirava alla bellezza degli amalgami timbrici e alla costante animazione espressiva. La stampa, convenuta da tutta Italia, gli diede i più significativi riconoscimenti. Ma doveva essere il suo estremo messaggio”. (Gazzettino, 30-9-1965).

Muore a Venezia il 29 gennaio del 1965, dopo aver appena concluso il suo ultimo lavoro teatrale in forma di sacra rappresentazione, San Francesco.

 

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Sante Zanon nasce a Fonte (Treviso) il 2 febbraio 1899.

Rimasto orfano ancora bambino, viene istruito ed educato dallo zio arciprete di Spinea. Qui, dove a 9 anni scrive la sua prima Messa, viene scoperto il suo precoce talento musicale dal M° Giarda che lo presenta al M° Francesco de Guarnieri, insegnante di composizione presso il Liceo musicale “Benedetto Marcello” di Venezia. Scrive il M° de Guarnieri: “Caro Giarda, ho sentito la musica di Zanon e, quantunque si tratti di pezzi brevi, mi sono fatto la convinzione che hai visto giusto e che si tratta di una vera natura musicale. Ti ringrazio di avermelo proposto come discepolo. Sarà una delle poche lezioni che darò con vero piacere”.

Studia quindi composizione presso il liceo musicale di Venezia con il M° Francesco de Guarnieri e nel 1921 si diploma in composizione a Bologna. Nel 1924 consegue il diploma di canto corale presso il Conservatorio di Venezia. Negli anni tra il 1933 e il 1938 frequenta i corsi di alta composizione tenuti da Gian Francesco Malipiero. Notevole importanza nella formazione musicale di Sante Zanon ebbe l’incontro con l’illustre Maestro. Dalla corrispondenza infatti tenuta in quegli anni con Zanon si nota l’interesse vivo e la stima che il Maestro nutriva nei riguardi dell’allievo, con giudizi lusinghieri su lavori eseguiti, suggerimenti e consigli per nuovi lavori e solleciti inviti a non mancare alle sue lezioni.

In un articolo apparso nel Gazzettino del 7 marzo 1965 Malipiero scrive: “Fu un amico trevigiano, Carlo Dozzo, che trascinò al mio corso il concittadino Sante Zanon, il quale vi si presentava con alcune eccellenti opere corali religiose e con alcuni non felici zibaldoni melodrammatici. Egli accettò di buon grado le mie osservazioni e i miei consigli e, completamente rimesso a nuovo, esordiva egregiamente con alcuni pezzi per pianoforte e con un quartetto che riuscii a far pubblicare”. Anche Massimo Bontempelli, che seguiva le lezioni di Malipiero come uditore, nell’articolo dell’agosto 1938 La Scuola di Malipiero scrive: “Sono state esaminate musiche corali di Sante Zanon, temperamento mistico, portato soprattutto allo stile contrappuntistico corale. Quest’anno a scuola abbiamo lungamente esaminato il suo mistero “Santa Caterina da Siena”, lavoro che Malipiero considera di grande importanza per il continuo senso di poesia che lo pervade e per la vigile sensibilità armonica che assorbe la contrappuntistica”.

Fino al 1939 il Maestro Zanon svolge fervida attività a Treviso come compositore, direttore di coro e d’orchestra. È maestro di canto corale nelle scuole elementari e nel contempo istruisce gli insegnanti elementari nella stessa disciplina. Partecipa come autore e direttore d’orchestra all’allestimento di “feste scolastiche”, musica favole, commedie, operette e un gran numero di canzoni (spesso premiate) in occasione di festività varie. I complessi dei suoi piccoli cantori raggiungono talora il numero di 1.000. Riceve numerosi premi e sono sempre lusinghieri i riconoscimenti della critica. È insegnante di composizione e canto corale presso il Liceo musicale “Manzato” di Treviso e dirige molti concerti di musica polifonica del ‘500 e del ‘700 italiano. Rivede e armonizza il Canzoniere del ‘700.

Forma un coro a Treviso per il quale scrive canzoni e armonizza canti popolari della Marca trevigiana, canti di guerra e canti patriottici. Il repertorio comprende inoltre cori della letteratura classica. Grazie al livello artistico delle sue esecuzioni corali gli viene conferito nel 1929 a Roma il primo premio nazionale e ottiene numerosi altri primi premi nazionali e regionali. Sue canzoni e armonizzazioni vengono incise (Canti strapaesani) e vincono il 2° premio nazionale nel concorso di Venezia (1935). È di questo periodo la felice collaborazione fra il pittore Cancian, lo scrittore Mazzotti e Sante Zanon nella ricerca, trascrizione, stesura e illustrazione dì antiche canzoni trevigiane che vengono pubblicate nel volume“Canti popolari della Marca trevigiana”, Zoppelli, 1935, con incisione fonografica, riedito recentemente.

Compone opere sinfoniche, messe, oratori, mottetti, studi per concerto, cantate, musica da camera. Un suo quartetto riceve il primo premio nel concorso nazionale del 1937 a Verona; compone melodrammi e sacre rappresentazioni: Santa Caterina da Siena del 1939 viene definita dal M° Gavazzeni “tra i migliori lavori usciti dal teatro italiano in questi ultimi tempi”.

Nel 1938 gli viene conferita per “chiara fama” la cattedra di composizione e canto corale al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia. Contemporaneamente, su indicazione del M° Malipiero, viene nominato Maestro stabile del Coro del Gran Teatro “La Fenice”; terrà questi due incarichi per 25 anni, fino alla morte.

Il passaggio a Venezia lo porta d’un balzo a contatto con musicisti e artisti di fama internazionale. La sua maestria quale direttore del coro gli ottiene l’elogio e il riconoscimento di molti compositori (tra i quali Stravinskij) e dei più illustri direttori d’orchestra, e vasto riconoscimento all’estero. Le sue opere vengono eseguite con lusinghiero successo di critica e di pubblico durante le stagioni d’opera e di concerti al Gran Teatro “La Fenice” e in occasione di festivals e rassegne nazionali e di musica contemporanea, all’estero e in trasmissioni radiofoniche. Ricordiamo: il Cantico di Santo Francesco, gli Idilli paesani, La Matrona di Efeso, Sequenza, La Decapitazione di Nicolò di Toldo, Tre Tempi mistici, Canti Asolani, Catulli Veronensis Carmina, Momenti di Polifonia gregoriana, Canti Leopardiani, Ricercare toccata e fuga, Concerto per pianoforte e orchestra.

È nominato fiduciario dell’Accademia di musica contemporanea e accademico dei Lincei. Dopo la morte del M° Veneziani, La Scala di Milano lo invita insistentemente ad assumere la direzione di quel coro. Lo stesso fanno il San Carlo di Napoli e la RAI di Torino; ma Zanon ama troppo la serenità della sua città di adozione, dove si è creato un cenacolo di amici e artisti a Santo Stefano, punto di convergenza tra casa, Conservatorio e teatro. Rifiuta pure inviti all’estero, come la presidenza della scuola di direzione corale di San Francisco (U.S.A.) con l’offerta di intitolare detta scuola con il proprio nome.

Nel 1963 non può presenziare all’esecuzione esemplare del coro da lui istruito per il Guglielmo Tell, per essere sottoposto a un grave intervento chirurgico. Ritornerà per l’esecuzione della Gerusalemme che ottiene critiche entusiastiche tra le quali riportiamo quella di Mario Messinis: “E fu forse il suo raggiungimento più alto. Non ci era mai accaduto di sentire un insieme corale accendersi di simili cupi riflessi drammatici, e sciogliersi in impasti tenui e sospesi ove si dispiegava la reale maestria dell’arte di Zanon, il quale mirava alla bellezza degli amalgami timbrici e alla costante animazione espressiva. La stampa, convenuta da tutta Italia, gli diede i più significativi riconoscimenti. Ma doveva essere il suo estremo messaggio”. (Gazzettino, 30-9-1965).

Muore a Venezia il 29 gennaio del 1965, dopo aver appena concluso il suo ultimo lavoro teatrale in forma di sacra rappresentazione, San Francesco.

 

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